Thee STP Troublemakers n°1 2002 - Rock'n'roll, Punk, Hardcore

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Dopo la raccolta contenente b-side, rarities e tracce live intitolata “Bring the bastards back home!”, il quartetto lombardo torna alla carica con un nuovo disco ancora sotto l’egida dell’Ammonia records. Evidentemente ai Nostri il rapporto con la piccola ma agguerita label non dispiace affatto, anche perché da quando il connubio è in atto, non sembrano sbagliare un colpo.

Se quindi l’ottimo “Sin, temptation & pain” era il primo atto, questo “Troublemakers n°1” è la prosecuzione ideale: hard‘n’roll di pregevole caratura, concentrato in tre quarti d’ora scarsi, che confermano lo stato di grazia del Metius e soci. E quasi quasi verrebbe da pensare che la compagine fosse già in anticipo sui tempi rispetto alle varie ondate (britannica, newyorkese e, ultima in ordine di tempo, neozelandese) che la stampa straniera continua a propinarci a cadenza stagionale.

Anzi continuo a chiedermi perché i quattro non siano ancora sulle pagine dei vari magazine stanieri, siano essi d’OltreManica o d’OltreOceano; canzoni come “Town called misery”, “James Cagney”, “Born bad baby”, “Lessons” e “Junkie see, junkie do” non solo dovrebbero spopolare nelle college-radio americane, ma meriterebbero come minimo piazzamenti d’onore nelle playlist di fine anno. D’altronde come rimanere insensibili alle 12 scariche adrenaliniche contenute in questo lavoro? Se perciò il rock‘n’roll (e tutto quanto sta intorno a questa formula) è pane per i vostri denti, l’acquisto di quest’album è imprescindibile e assolutamente meritevole di attenzioni durevoli nel tempo.

Tenetelo a mente.

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La recensione Troublemakers n°1 di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2003-01-03 00:00:00

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