12/06/2013

I Silence, Exile & Cunning (citazione-omaggio a Joyce) sono un gruppo di ragazzi di Treviglio, nella bassa bergamasca ed "Exù", la loro prima fatica, si compone di 8 tracce.

L'opera è a metà tra un EP e un album, per loro stessa definizione; nonostante la carne al fuoco non sia molta resta abbastanza per capire cardini del progetto, potenzialità e lacune. Prima di tutto non è il solito polpettone rock da sagra paesana: almeno venti dei trenta minuti d'ascolto dimostrano una ricerca del suono e una comprensione del vago termine rock-alternativo sopra la media. Il merito va soprattutto all'abilità del gruppo di divertirsi e saper divertire in ogni traccia, nonostante lo sfondo sia il medesimo per tutti i minuti del disco. Purtroppo le otto tracce tendono a mancare di un pizzico di personalità in più: fa eccezione "Gods' Viper Heads",  è un paio di gradini sopra il resto ed ha sonorità più mature e consapevoli, oltre che a un ritornello molto orecchiabile, ricorda vagamente Arctic Monkeys e Bloc Party.

"Futility" rappresenta il punto più country dell'opera insieme a "Missilonghi": mentre negli altri pezzi risulta adatta e ben amalgamata, qui la voce del cantante risulta un po' troppo acuta a mal assortita a questo tipo di sonorità, resta un buom tentativo per svincolandosi da un certo cliché indie. "Exù" è una mezz'ora ben spesa e mostra buone qualità, malgrado i naturali difetti di chi si trova al primo confronto con uno studio di registrazione. I ragazzi si faranno, aspetto con interesse un album d'esordio per scoprire quale strada sceglieranno di seguire.

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