09/05/2013

Il discorso non può che iniziare qui. Può un amante di musica classica non partire prevenuto nell’ascolto di un disco di rock? E poi, ha senso, per un cultore di Beethoven e Chopin, parlare di un disco dei Metallica? Quale sarà il risultato? Ecco che recensire su Rockit il disco di Emma diventa complicato, più che altro perché prima di scrivere e leggere serve togliersi tutti i possibili pregiudizi. Verso i talent, verso Mediaset, verso il pop italiano, verso i prodotti costruiti - più o meno - a tavolino. Che sennò sappiamo già cosa diremo. Visto che se parla, è giusto che se ne parli in maniera franca.

Lo dico subito. ”Schiena”, il terzo album in studio della cantante salentina, è un disco, tutto sommato, piacevole. Non è troppo melenso, non è troppo disperato, non è troppo urlato, non è troppo paraculo. Insomma, è ben calibrato. È un disco pop italiano da classifica e fin qui non ci piove, ma è un disco onesto. Sin dalla prima canzone, "Amami", che è anche il primo singolo e il suo primo pezzo autografo, si capisce che il rischio di Emma è essere una gif animata a metà tra i Modà e Gianna Nannini. Per fortuna andando avanti con il disco i primi vengono abbastanza asciugati (per poi essere ripresi alla grande nella penultima traccia, “Chimera”) in favore di un maggiore predilezione per la Gianna nazionale. Ovvio che dai testi viene fuori il suo cuore spezzato, la vita che deve ricominciare, ma mentre che ne so una Pausini qualunque anche a quarant’anni è ancora lì a chiedere di decidere tra lei e il lavoro lontano da casa, Emma pare una che non sta troppo lì “sola ad aspettare” ma prende e se ne va, seppur sola, per i fatti suoi. A collaborare con lei, Nesli nella buona “Dimentico tutto”; Daniele Magro (ex-concorrente di X Factor) nel sospetto prossimo tormentone “L’amore non mi basta”, “Trattengo il fiato” e “1 2 3”, tutta tango e un po’ di pizzica; Fabrizio Moro (quello del pensare prima di sparare) in “La mia felicità” ed infine Alessandro Raina (degli Amor Fou, già autore della fortunata “Tre cose” di Malika Ayane) che firma In ogni angolo di me, dove la Nannini vive e lotta insieme ad Emma.

E poi c’è un punto. Emma è, volente o nolente, non solo una cantante ma anche (e per certi tratti soprattutto) un personaggio di spettacolo. Quindi, come tutti i fenomeni di spettacolo, è ormai un televoto umano. Un sì/no su tutto. Ti sta simpatica? Ha fatto bene a fare quella cosa? A non farla? Ma in fondo, può non starti simpatica una che il suo ragazzo dopo due giri di tango ha preso e se n’è andato via con Belen e ci fa pure un figlio? Nel programma che è un po’ casa tua. In diretta tv. Davanti a quello che in sostanza è il tuo pubblico, quello che compra i tuoi dischi. Ma soprattutto, con Belen. Quella che dopo una settimana dal parto poteva andare tranquilla a miss universo. Può non esserti simpatica una che a tutto questo reagisce con calma e con un discreto understatement? Può non esserti simpatica una che non può più passare davanti ad un’edicola perché la nuova coppia felicissima fa le esclusive pure sul colore delle pareti del nuovo appartamento? Può non esserti simpatica una che, un anno dopo la vittoria ad Amici, figlia di Mediaset, ha preso ed è andata a Roma in Piazza del Popolo al “Se non ora quando?”? Può non esserti simpatica una che, da brava talenter, ha vinto Sanremo ma senza laghi, amore, ganci in mezzo al cielo ma con una canzone, seppur urlata e con un testo incomprensibile, con un tema, udite udite, sociale?

Mi direte che le canzoni impegnate per noi sono altre, mica quelle di Emma Marrone. Mi direte che sono state tutte scelte prese a tavolino. Ma allora lo sono anche i boccoli di Valerio Scanu? Facciamo così, facciamo che per una volta il personaggio costruito può vagamente appartenere a una versione postmoderna e patinata del centrosinistra. Lo stesso che ha sempre avuto un problema grosso, in democrazia, prendere più del 50% più uno dei voti, e magari pure qualcosina in più. Visto come siamo presi di questi tempi, Emma ce la prendiamo come omaggio della casa. E Matteo Renzi sembra averlo capito.

Commenti (14)

Carica commenti più vecchi
  • Giandomenico Piccolo 10/05/2013 ore 15:49 @GiandomenicoPiccolo

    "dove la Nannini vive e lotta insieme ad Emma."

    Fosse terminata qui, sarebbe stata una rece da applausi a scena aperta. Quel che viene dopo mi ha un tantino annoiato ma, tutto sommato, recensire qualcosa di Emma Marrone in questo modo è encomiabile.

  • Giovanni Continanza 13/05/2013 ore 01:02 @nickwire

    Bravissima. Una recensione perfetta.

  • Simone Stefanini 13/05/2013 ore 20:29 @simonestefanini

    Perché, secondo te Emma, che ha un livello di visibilità al pari di Carlo Conti e del Tg, paga per essere recensita su Rockit?

  • Giovanni Continanza 13/05/2013 ore 21:35 @nickwire

    Innanzitutto questa rece non è un aborto, anzi. Ma poi, dove sta scritto che un gruppo che compra un banner da noi deve essere per forza recensita entusiasticamente? Hai semplicemente pagato un servizio che offre Rockit, che può portare frutti, quanto non portarne. Come tutti i servizi.
    Ma poi fossimo solo noi, una delle recensioni più importanti della storia recente è quella di Zingales su Mauro Repetto, senza contare gli 8 che Lady Gaga s'è presa su Pitchfork, gli stessi che hanno messo 4.9 a X&Y dei Coldplay o messo una scimma che si orina su una recensione degli Jet. Abbiamo stroncato i Modà, in modo anche pesante e simbolico, con la finestra del Cestino di Windows. Parlare di musica per noi (penso di poter parlare per tutti, su questo), è anche parlare a prescindere di tante sovrastrutture che a noi non piacciono, è analizzare le cose per quelle che sono.
    E quindi, altro che obbrobrio, questa mi sembra una dimostrazione elevatissima di onestà intellettuale.

  • Sandro Giorello 14/05/2013 ore 10:57 @sandro

    Ciao Ottovolante. Teresa è brava a scrivere di pop mainstream e si diverte a farlo, è praticamente l'unica su Rockit. In un anno ha scritto 7 recensioni, Rockit in un anno ne pubblica 1.600 quindi capisci da solo che non ci sono grandi schiaffi o precedenze rispetto alla musica emergente che si fa il culo per portare avanti i propri progetti. Non vedo perché non dovremmo scrivere anche di pop, fermo restando che il nostro punto di vista è focalizzato su altra musica (tra cui il rock, ma non solo).

    L'unica cosa da precisare è che non si pagano le recensioni. Tu hai pagato un banner per essere su un'homepage che riceve circa 17.000 visite giornaliere. Se non ti è piaciuto il parere o lo stile di Niccolò Riccomagno (che appunto non è Teresa Bellemo e quindi non capisco tanto i paragoni che fai) mi spiace, ogni collaboratore hai i suoi gusti e i suoi modi di recensire. Oltretutto di sue ne ho lette anche di più cattive. Grazie per averci scritto.

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati