Isole di Ceramica Jonah EP 2014 - Rock, Indie, Alternativo

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Quando il sound rock anni '90 rimane incollato ad una band giovane, il risultato è un ep che suona vecchio

Una decina di anni fa circa avevo un appuntamento fisso la mattina appena sveglia, prima della scuola: Mtv e i suoi svariati programmi che mi snocciolavano video su video, mentre sgranocchiavo i miei cereali nel latte, ancora con gli occhi appiccicati dal sonno e la voglia di tornare sotto le coperte.
Con “Jonah Ep” mi trovo catapultata esattamente in quegli anni con la differenza che adesso sono cresciuta, fortunatamente. Non si può certo dire lo stesso degli Isole di Caramica, che non sembrano essersi rinnovati dal precedente “Hey You”; il sound prettamente anni ’90 gli è rimasto incollato addosso come una sanguisuga e il rock che ne deriva risulta trito e ritrito, suona vecchio.

Prendiamo ad esempio “Sun Day”, chitarre grezze che virano verso il garage improvvisamente iniziano a suonare come i 30 Second To Mars, e non è ciò che definirei avanguardia pura. “Somebody Else” sembra partire con altre intenzioni, ricorda gli Incubus più introspettivi e cupi, peccato per il finale che si rovina con quel gioco di cori che torna dalle parti dei già citati 30STM; non mancano le virate verso l’indie rock e i suoi riff strategici (“My Friend Jonah”) e gli episodi da rock band statunitense per eccellenza (“Dear/Fear”) con gli assoli di chitarra buttati in qua e in là e gli arpeggi più dolci piazzati dove si può.

C’è sicuramente del sentimento, non lo metto in dubbio, ma vorrei dirvi che no, non ci siamo. Bisogna svecchiarsi, distinguersi anzichè lasciarsi affossare dai fantasmi del passato o, se proprio questa è la strada che avete deciso di intraprendere, rimboccarsi le maniche e ripartire da zero.

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La recensione Jonah EP di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-03-20 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • stefano.baldan.FGB 7 anni Rispondi

    "vorrei dirvi che no, non ci siamo. Bisogna svecchiarsi, distinguersi anzichè lasciarsi affossare dai fantasmi del passato" non prenderei troppo sul serio questa recensione.
    avanti così ragazzi. fare musica meravigliosa, non lasciatevi scoraggiare!