Feoja ep 2002 - Rock, Pop, Funk

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Vengono dall’Umbria questi cinque ragazzi che adorano lo swing, e presentano un disco autoprodotto di cinque pezzi che oscilla tra funk, rock, blues e aperture di musica popolare italiana.

È una formula sostanzialmente pop, la loro: la struttura rimane ferma alla canzone e non si propone di discostarsene, così il suono si rifà globalmente alla tradizione che lo ha ispirato. Non è perciò un caso se nella traccia d’apertura “Gianni” si accavallino chitarre swing in levare, arpeggi rock e tastiere funky, o se nella successiva “Miti che si alternano” la chitarra suoni quasi hard-rock. E non è neppure un caso se in “Non te la prendere” domini il funk, se “Balla regina” si ispiri indirettamente - seppure con le dovute differenze di sorta - a certe atmosfere blues di Tom Waits o se la conclusiva bella ballata semi-acustica “Sunshine and rain” avrebbero potuto suonarla i Led Zeppelin più jazz (!).

Per usare termini etnici, insomma, questo dischetto è una patchanka di cinquant’anni e più di rock e dintorni. E, seppur i Feoja si rifacciano in maniera a volte palesemente esagerata alla tradizione, il risultato alla fin fine non dispiace.

Il punto, però, è che il caos sonoro (la contaminazione di stili e generi) ha bisogno di un ‘demiurgo’ che lo plasmi in maniera personale, ricordando che il passato deve essere solo un’ombra alle spalle e non un gigantesco muro da superare.

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La recensione ep di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2003-01-20 00:00:00

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