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RECENSIONE
19/01/2003

Il sogno del 90% dei gruppi rock italiani che cantano in lingua madre è sicuramente quello di raggiungere, dopo un breve periodo di gavetta, il tanto agognato contrattomajor, qualsiasi sia il viatico da percorrere per apporre la firma. Ai Mistonocivo sarà più o meno andata così, grazie all’intermediazione di Corrado Rustici, affermato musicista sia in Italia che negli States, oltre che collaboratore di Zucchero e produttore di Elisa, il quale, una volta individuata la nuova rock-band da lanciare, ha posto il personale sigillo sulla proposta.

Il risultato è perciò questo “Virus”, album commercializzato in Italia dalla Virgin, che presenta un combo alle prese con una formula musicale ampiamente riconosciuta (e riconoscibile) negli standard del ‘rock italiano’. Genere che in realtà potrebbe esser morto con la fine del secondo millennio - e il cui epitaffio potrebbe essere rappresentato dall’esordio omonimo dei Verdena - , ma che in realtà a tutt’oggi conta una serie sempre più lunga di proseliti, fra cui i cinque vicentini che, sia chiarito subito, non sembrano in grado di poter dare nuova linfa ad uno stile ampiamente consolidato (e sorpassato?).

Tuttavia i 12 episodi contenuti in quest’esordio mostrano una band impegnata a contaminare la formula con discrete dosi di elettronica, rinunciando magari al crudo sapore delle chitarre. Ovviamente il (de?)merito va all’esperto produttore, responsabile anche di quasi tutti gli arrangiamenti del disco e la cui mano è riconoscibilissima se provassimo a confrontare i suoni di quest’opera con quelli dei lavori firmati dalla succitata Elisa. Stavolta, però, l’accento sul rock è ancora più evidente, ma non basta comunque a fare di “Virus” un’opera complessivamente apprezzabile. Si finisce cioè, in molti passaggi, a percepire come una musica di ‘plastica’, visto e considerato che i riferimenti (e le scelte stilistiche) agli eighties ci sembra serpeggino, quando più quando meno, in tutto l’album. Per carità, la produzione è impeccabile, ma proprio per questo le canzoni sembrano perdere in spontaneità e, quindi, in originalità.

Certo, all’esordio su ‘major’ il primo vagito è più che dignitoso, ma ci aspettiamo molte più cose, sia dal vivo che nel prossimo disco, per capire quanto valgano veramente i Mistonocivo. Per adesso il giudizio non va oltre la sufficienza, e se paragonato ai mezzi a disposizione, ci sembra troppo poco.

Tracklist

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