08/05/2014
Caso strano quello dei Cigarilla Disonasty. Ciò che si ascolta in questo album è una combinazione stupefaciente di punk, inteso come spirito e attitudine sovversiva (dei canoni musicali) e liriche assolutamente senza senso.
Ogni pezzo sembra poco studiato, le sole parti strumentali hanno vita propria: un alternative rock dal sentore d'improvvisazione con una forte componente ritmica, una tastiera che esegue saliscendi più o meno melodici e poche altre intrusioni di fiati e distorsioni di vari strumenti a seconda della pazzia del momento. Detta così non sembra nemmeno male, c'è della sperimentazione in tutto ciò, spirito positivo e originale nell'approccio alla forma canzone, non esistono veri e propri ritornelli o strofe facilmente riconoscibili, ogni traccia è un flow continuo di musica che potrebbe durare anche all'infinito potenzialmente.
E' sui "testi" però che si capisce dove veramente i Cigarilla sono Disonasty. Anti-canto alla prima all'ultima sillaba, la voce ripete a volte degli slogan, in altri momenti sembra buttare vocaboli a caso giusto per usare il microfono, a tratti poi i versi e le risate prendono il sopravvento e via così, tutto in vacca.
 
Il disco inizia con le tre parole "amici anche io" ripetuta fino a quando non si passa a vomitare letteramente suoni onomatopeici tipo "lallalallallelo aaaaeee"; la seconda traccia è incomprensibile quindi anche simpatica. In "Escuciame Amor" la straziante e delirante lamentela recita: "Escusame amor / estavo di là / escusame amor / escusame te verso un goccetto de vino / escusame amor porque no tengo dinero / soy straniero / soy sincero / soy caballero / soy lusinghiero / soy lasagnero etc", fino a che non si arriva alla fatidica domanda "vuoi un calippo? te lo faccio a 5 euro", forse una vero colpo di genio.
Tutto il resto dell'album si muove sulla stessa falsa riga, si suona e si delira slogheggiando e vaneggiando, la title track ripete ossessivamente "Latte lattine / vieni bella bambina / una lattina", in "Grazie alla musica" forse c'è il messaggio migliore: "perchè la musica distrugge ogni barriera", peccato che l'idea non venga argomentata in un testo vero e proprio.
Passano poi in cavalleria inviti a succhiare l'attributo maschile, piccole prese di posizione contro i telegiornali e il fatto che parlino solo di disgrazie, unito a sproloqui sulla fauna marina, ricordi soft-core del primo sesso in spiaggia.
 
Ora non è chiaro l'intento di questo gruppo modenese, se credono davvero in un futuro discografico, ciò che si percepisce una volta finito l'ascolto di "Latte Lattine" è il divertimento nella produzione, la (forse involontaria) vena anticonvenzionale nella struttura dei brani e poco altro. Usare testi di natura puramente surreali o biascicati con versacci fini a se stessi è discutibile, scrivere un testo per una canzone può essere veramente semplice, anche il solo ritagliare pezzi di articoli del peggior settimanale avrebbe una resa maggiore.
 

Commenti (2)

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  • Alice Tiezzi 08/05/2014 ore 12:56 @AliceT

    ahahahha oioi moio

  • zaimone 21/08/2015 ore 15:29 @zaimone

    Beh dai, che ci siamo divertiti è sicuro, ora a breve comparirà nuovo materiale, contiamo di essere migliorati

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