14/10/2013

Formati nell'ormai lontano 2001, i Pig Tails superano il cambio di line-up pubblicando, in estate, il terzo album intitolato “So What?”. Ed è proprio un bel disco quello registrato dal duo mantovano: la semplicità di un album registrato con chitarra, voce e batteria potrebbero liquidare il risultato in un prodotto scarno, al contrario il sound del duo è corposo, graffiante e pulito nell'esecuzione. “Spit fire” apre le danze con un riff cadenzato in pieno stile alternative rock, mentre la title-track si pone in totale contrapposizione alla precedente con le aperture melodiche che valorizzano la timbrica di Diego Aroldi, carismatico e convincente nel cantato in lingua inglese.

Rock ma anche refrain che strizzano l'occhio al blues: “Stonecutter II” è una piacevole variazione alle attitudini punk che la band esprime combinando con intelligenza ad un approccio variegato e dinamico. Un disco che si presenta come “punk” incorre spesso nel rischio di apparire troppo ripetitivo e, di conseguenza, stancare all'incirca dopo 3 brani: non è il caso dei Pig Tails, che giunti al terzo album propongono un ascolto robusto e da promuovere a pieni voti.

La naturalezza delle canzoni lascia pensare ad una registrazione live, ma la qualità sonora lascia intendere che il duo lombardo è pienamente consapevole dei propri mezzi ed esprime le proprie idee con efficacia.

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La recensione Pig Tails - Recensione - SO WHAT? di Giandomenico Piccolo è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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