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RECENSIONE
18/11/2013

Alla tavola dei Dinner For Four probabilmente si mangia insalata russa: non so quanti di voi ricordano la sfida tra zie a chi riuscisse a presentarla nella maniera più fantasiosa possibile. E allora via a insalata russa a forma di pesce, di vassoio, di cuore, coi fiori di carote e ravanelli, le uova sode a metà in miracoloso equilibrio, i piselli che diventano deliziose perline, l'erba cipollina come nastrino. Dell'insalata russa è difficile trovare una ricetta che sia uguale a un'altra, l'imperativo sembra essere: mettiamoci dentro ciò che capita, tanto il sapore è sempre buono se ben affogato nella maionese. Questo discorso può essere quindi valido per il piatto freddo in questione, ma non quando si tratta di musica.

Affogare il tutto in un bel po' di rock generalista sperando che serva a coprire una sostanziale mancanza di idee, buttando un riff hard-rock di qua, una melodia pop di là, un testo un po' sciatto da questa parte, una batteria piuttosto insicura dall'altra, no, è una ricetta che non funziona.
I Dinner For Four soffrono di questi suoni di chitarra vecchiotti, di un cantante intonato ma con un timbro per nulla interessante, spesso eccedono nella lunghezza dei brani usando soluzioni d'arrangiamento imbarazzanti (senti la parte centrale di "L'estremo contatto"). Si sentono echi del Liga ("Afterdinner", che da ora in poi va di diritto in coppia con "Happy hour"), e i brani nel finale hanno l'imperdonabile assolo utile solo al celodurismo del chitarrista. Imperdonabile la copertina, disegnata a mano coi pennarelli a spirito. Il risultato è una paccottiglia anni '80, come la trashissima presentazione dell'insalata russa della zia.

Tracklist

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Commenti (2)
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  • angiburny 18/11/2013 ore 23:44

    Intanto, l'insalata russa di mia zia è ottima.
    Poi...credo che tu abbia poco da dire, altrimenti non avresti infarcito la tua recensione di parole sparate a caso, sentite o letto chissà dove...
    Cmq..leggendo le tue recensioni, direi che è un po' un abitudine e probabilmente ne sai poco di quello che c'è dietro la creazione di un disco o anche solo di una canzone, soprattutto quando hai fondi limitatissimi, tempo limitato e ti mancano 2 o 3 arrangiatori, un paio di produttori ect...se lo sapessi, avresti più rispetto e probabilmente scriveresti critiche e recensioni costruttive sia in negativo che in positivo, ovviamente.
    Per il resto...pazienza..questione di opinioni..però, fossi in te, farei un salto dalla zia a farmi un po' della sua insalata russa..


    Angelo Df4

    > rispondi a @angiburny
  • Alice Tiezzi 19/11/2013 ore 14:03

    L'immancabile accanata al recensore mi mancava. Era tanto non ne vedevo una.

    Direi che bisogna essere pronti a critiche o elogi, non noto nessuna mancanza di rispetto in questa recensione, prendetela con un sorriso e via, tutto serve a migliorarsi.

    > rispondi a @AliceT
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