11/12/2013

È una scommessa, ma mi sento di farla: scommetto che i New year's Eve sono giovanissimi e scommetto anche che miglioreranno in futuro. Questo primo EP completamente autoprodotto è già un assaggio non male. Certo, ci sono molte cose su cui lavorare moltissimo: innanzitutto l'intonazione, in alcuni momenti davvero pessima; l'interplay, non sempre impeccabile; la pronuncia inglese e alcune idee negli arrangiamenti un po' datate, come gli intermezzi con gli assoloni che neanche gli anni '80 (o come le terrificanti tastiere a metà di “Once a whore, always a whore”).

Per il resto, le canzoni si lasciano subito ricordare (vedi l'efficacia del ritornello di “Second chance”), la dolcezza genuina e un po' ingenua – ma penalizzata da un'esecuzione altalenante – di “A promise worth nothing”, la bella linea melodica di “When a single hour feels like eternity”.
I testi si caratterizzano per la carica emozional-adolescenziale tipica dell'emo americano, con quella capacità che solo i ragazzi hanno di parlare di sentimento senza disillusione, con tutte le confusioni e le novità che i fermenti adolescenziali portano con sé.

Punk rock a cuore aperto e con tante buone intenzioni. Aspettiamo i prossimi passi.

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