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RECENSIONE
01/08/2013

Neda si sveglia a mezzanotte, come Franco Battiato quand'era giovane. Solo che invece che andare a suonare nelle balere per operai e cameriere, Neda vaga per la città «come De Niro, in taxi», perché è «un ragazzo di strada, un poco di buono», e vuole «stronze e Jordan». So che si tratta di un paragone da far venire qualche brivido lungo la schiena ma, mutatis mutandis, questo nuovo album di Caneda, una collezione di 7 brani in freestyle con tre soli intervalli (“LP”, “Strichnina”, “Il peggior night”), ricorda l'operazione di Ghemon/Gilmar con “EmBRIONale”: tracce rap su semplici loop prelevati da canzoni senza alcuna rielaborazione o aggiunta musicale ulteriore. Solo che lì c'era la musica di Jon Brion (e i brani erano scritto da cima a fondo), qui invece Caneda preleva senza complimenti da I corvi, Led Zeppelin, Woodkid, e chi più ne ha più ne metta, snocciolandoci sopra il suo particolare approccio al freestyle, fra i migliori in giro ora in Italia. Il risultato dunque è davvero esplosivo: come già per le precedenti uscite del nostro, il clima da 'buona la prima' che permea l'operazione fa guadagnare alla raccolta quel sapore grezzo e DIY che dovrebbe avere un vero mixtape, come quelli che si vendevano dall'altra parte dell'oceano direttamente dai bagagliai delle auto. Una sola produzione originale (“Levis”, strumentale di Giungle Beats), prestiti dal jazz, dalla classica (“L.e.i.”) e dal garage rock (la citazione papale papale di “Strychnine” di The Sonics in “Strichnina”), un'autocitazione a dir poco spassosa (“AHAHAHAHA”, dove Caneda ricanta il ritornello e la sua celebre strofa de “Il ragazzo d'oro” sopra ad un loop di chitarra ritmica) confermano che Caneda è uno dei pochi veri cani sciolti del rap di casa nostra. Uno da seguire con attenzione perché sempre pronto al primo passo col piede sinistro, quello giusto.

Tracklist

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