Claudio Cataldi Homing Season 2013 - Folk, Twee, Shoegaze

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Quella vaga sensazione di tristezza che dura un secondo ma che pesa una vita

Pare quasi di vederlo, lì a fronteggiare con la chitarra le sue malinconie, di quelle che di solito cerchi di camuffare con sorrisi di circostanza traditi da sguardi inquieti. La musica di Claudio Cataldi, però, non nasconde nulla: sono canzoni che vanno a sbattere contro i nervi scoperti di chi coltiva il dubbio come antidoto all'ottimismo e alla rassegnazione.

"Homing Season", nuovo lavoro del songwriter palermitano, parte in modo notevole. "Song Of Hate" è un brano dall’atmosfera torrida e segaligna - come se fosse violenza pura trattenuta a stento - con un finale commosso che sarebbe piaciuto parecchio ai Pearl Jam di "No Code". "September Air" ha il suono dei segreti appena rivelati: il settembre di Cataldi rimanda ai sabati raccontati dagli Sparklehorse, per via di quella vaga sensazione di tristezza che dura un secondo ma che pesa una vita. "Self Esteem" è la ballata alt-folk per i cuori storti, gli stessi che battono sempre per i motivi sbagliati e finiscono per fare parecchio male.

È un disco fatto bene, "Homing Season". La prova del talento di un cantautore americano dentro e siciliano fuori. Cataldi ha intrapreso una strada oscura, che passa per rovi, ombre e tormenti. Ma che poi porta in pianeti migliori di quello che, casualmente, ci circonda ogni giorno.

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La recensione Homing Season di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-09-19 00:00:00

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