Charme Modern Times 2013 - Psichedelia, Shoegaze

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Tempi moderni, tra psichedelia e qualche brano davvero troppo lungo

Nel 1936 usciva nelle sale cinematografiche una delle più importanti pellicole del cinema in bianco e nero, "Tempi Moderni" di Charlie Chaplin. Il regista e attore descrisse il momento storico che la società stava attraversando come insieme di gesti ripetitivi, disumani ritmi lavorativi e perdita di lavoro. Poco è cambiato finora. Gli Charme provano a rappresentare in musica il loro momento storico, i propri Tempi Moderni, con un misto di rock e psichedelia.

La lunga durata di alcune tracce ("Cassandra", "Bring My Love Home", "Cobra Witch") non fa godere appieno delle buone invettive musicali dei quattro siciliani, portando ad un ristagno continuo del disco. L'apripista "Come And Get Alive" strizza l'occhio ai Verve degli esordi ed in generale a tutta la psichedelia british degli anni 90 grazie al ridondante giro di basso. "Modern Times" da il nome al disco e crea un loop di chitarra che tuttavia non riesce a lasciare nessun segno. Dopo la parentesi troppo lunga di "Where The Love's Gone", ballad sentimentale che parla di un amore disperso, si torna a ritmi rockeggianti in "Freedom Sound", in cui la band riesce ad esprimere un proprio marchio di libertà sonora. "Storm Of Change" è un'altra prova di quanto agli Charme piaccia dilungarsi in assoli pindarici anche lì dove non sia necessario. "Cassandra (Brainstorm)" scivola via dalle orecchie senza sorpresa alcuna, colpa della piattezza della voce, e succede lo stesso anche per "Bring My Love Home", inoltre la durata di otto minuti non aiuta di certo. "Cobra Witch" e "Voivod" sono la prova definitiva che gli Charme non sempre mantengono il tocco magico che intravedi nei primi pezzi dell'album, diventando ridondanti e noiosi.

"Let The Drama Begin" riprende la scia psichedelica che la band avrebbe dovuto mantenere in tutto l'album ma ormai tutto è perso tra le vie di "Babylon", pian piano i suoni si attenuano, fino a diventare solo suoni di sottofondo di cui nessuno si cura. Un giudizio positivo solo a metà. Aspetto il prossimo lavoro.

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La recensione Modern Times di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-02-14 00:00:00

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