24/09/2013

Gli Anni Luce fanno una musica che è pura ortodossia strumentale. L’iniziale “Scaricatori di porno” mette subito in chiaro dove il terzetto vuole andare a parare: chitarre in delay, accordi in minore, suoni grossi e, soprattutto, sarcasmo a profusione, tipo dei Mogwai più post sbronza che post rock. I pezzi di “Mr. Kiss” sembrano occupare fisicamente la scena per quel senso di spazialità insita nei riverberi abbondanti e nei vorticosi crescendo. Piace “Il ciccione viaggiatore” (titolo a parte) per via di questo incastro geometrico tra lunghe pause kraut e ben studiate impennate quasi noise. Piace “Bello anzi bellissimo” (titolo a parte) perché è un luccicante gioco di grancasse ovattate e chitarre sinuose. Piace “Le reni di Babbo Natale” (titolo a parte) per quelle dissonanze che sono sempre come l’usato sicuro: qualcosa di cui ti puoi fidare. Tra i cinque brani di “Mr. Kiss” emerge la caratura di una band potente e ispirata anche se, a volte, tende a essere un po’ troppo cerebrale. Bel disco, comunque.

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La recensione Gli Anni Luce - Recensione - Mr. Kiss di Manfredi Lamartina è apparsa su Rockit.it il 17/08/2019

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