LesEnfants Persi Nella Notte 2013 - Pop, Indie

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Metropolitano e sognante, adolescenziale e ambizioso: una prova generale per iniziare a far sul serio

Corri attraverso una foresta incantata senza guardarti mai indietro. La luce filtra tra gli alberi di cui non riesci a vedere la cima e nella vegetazione si nascondono animali colorati e sconosciuti che non puoi fermarti a guardare. Devi correre, perché qualcosa ti sta seguendo e ha fame e non ricordi più se sia una bestia o un essere sovrannaturale. È un'energia terribile che arriva dal passato e che ti rivuole indietro. Non importa che tu sia in un posto fantastico, non importa che sia circondato da fiori tropicali e soprattutto, non importa che tu sia l'eroe di questa storia: se ti fermi sei morto. La creatura ti ha quasi raggiunto, allunga una mano sulla tua spalla, sei spacciato. Ti svegli.

Non capisco se il lavoro dei Les Enfants parli di incubi terribili o di sogni favolosi. Rimane sempre in perfetto equilibrio tra suggestioni opposte, riuscendo magistralmente a comunicare un senso di inquietudine ma anche di avventura.
Il loro sound è ricco ma pulito, piacevolmente attuale, e nella prima metà dell'album - quella più esistenzialista, passatemi il termine - si fa quasi epico. I ragazzi hanno preso tanto dalla scuola internazionale più contemporanea, creando una loro identità ben definita ed eclettica che si rifà ai Grizzly Bear come agli Interpol, come anche ai Biffy Clyro.
L'unica cosa che sembra non amalgamarsi immediatamente negli arrangiamenti è la voce - seppur bellissima - di Marco, che tra il cantato in Italiano e l'ultima sillaba di ogni verso che spesso si allunga senza pudore, ricorda quasi Venditti. E non è questione di prime impressioni: anche dopo il decimo ascolto si fa fatica ad abituarsi a questa caratteristica e a trovare una soluzione di continuità tra la voce e gli altri strumenti.
Sembra forse l'unica connessione rimasta con il lavoro precedente, più tendente al cantautorato ma anche molto più involuto e frammentario. Una sorta di prova generale prima di iniziare a fare sul serio.

“Persi nella notte” è un EP che non si può incasellare facilmente in un genere specifico, perché riesce a entrarti dentro con la stessa intensità della new wave, ma lo fa con quel rivestimento zuccherato tipico del dream pop. Un racconto metropolitano e sognante che per i temi e le ambivalenze diventa quasi adolescenziale: sopravvivere ma anche fare i soldi. Essere ambiziosi ma anche perdersi nel nulla. Innamorarsi ma anche sentirsi terribilmente soli.
Rimaniamo in attesa del disco.

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La recensione Persi Nella Notte di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-11-01 00:00:00

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