Miavagadilania Fuochi 2013 - Sperimentale, Psichedelia, Post-Rock

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I ragazzi stanno crescendo molto bene...

Quello dei Miavagadilania è un rock un po’ più complesso di quello che a prima vista può sembrare. Al solito: c’è qualcosa che va oltre quella patina di Afterhours (“Trascinami”, “Fuochi”), Marlene Kuntz e Verdena (“Muoversi muovere muovermi”) che al primo ascolto catalizza l’orecchio. E perché no, quella parte di cervello che automaticamente, ogni benedetta volta, cerca un appiglio sicuro per orientarsi (ragion per cui i nomi che saltano fuori in sede di recensione sono bene o male sempre gli stessi). Di buono, per fortuna, c’è che questo “Fuochi” è un Ep che sa andare quasi subito ben più in profondità, colpendo in modo particolare non con le qualità palesi di cui è comunque fornito (e di cui si è già parlato in occasione dei lavori precedenti; in questo senso “fuochi” è una bella conferma), quanto più grazie al ciò che resta sullo sfondo.

Basta prestare un po’ di attenzione, si stringono gli occhi ed ecco che, come per magia, avviene il cambio di… fuoco: in primo piano salgono i suoni, le texture mai casuali, le belle progressioni, a volte gustosamente acide, e l’incedere compassato e dissonante di sonorità delicatamente spigolose. “Hvalur” e “Il sogno” sono senza dubbio i due pezzi migliori, perché credo rappresentino perfettamente tutto quanto di buono detto fin qui, con quel tocco sintetico/post/sperimentale che fa davvero la differenza; che rende tutto finalmente un po’ più personale. I ragazzi stanno crescendo molto bene.

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La recensione Fuochi di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-01-22 00:00:00

COMMENTI (2)

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  • miavagadilania 7 anni Rispondi

    grazie marco per la recensione e grazie maxavo per l'attenzione.

  • maxavo 7 anni Rispondi

    piu che dei Marlene kuntz(un po nel cantato di "fuochi") e Afterhours( dei quali risento poche similitudini), che per altro sono imprescindibili per un qualunque gruppo rock italiano, risento molti punti di contatto,oltre che con Benvegnu(+ Marco parente="proiettili buoni"), con gli Esterina, autori di un ottimo album dal titolo "come satura". Entrambi i gruppi hanno una sensibilità quasi post-rock innestata in un piu tradizionale cantautorato rock italiano, dove c'è piu spazio per la melanconia che per la ritmica serrata("Trascinami" ci prova). Lo considero un ottimo ascolto, che rimane un po indeciso nel giustificare la sua proposta musicale; una transizione che necessita di uno sviluppo piu deciso, per il futuro, ma che regala comunque degli ottimi momenti di musica, quella buona, quella che è sempre meno frequente. Ma c'è speranza :-)