11/12/2013

“Amanti e Reduci” è un disco che inizialmente inganna. Sembra un album pop come tanti, senza grandi pretese. Inizia in sordina, non si fa notare granché, ma poi incomincia a crescere. Le linee vocali si intrecciano con le chitarre e a poco a poco emergono altri elementi. Non è una rivelazione esplicita, è qualcosa che emerge lentamente e che arriva a pieno compimento nella quarta traccia “Le cose che non vuoi”, forse la più bella dell’album. È qui, per l’esattezza nella coda strumentale, che “Amanti e Reduci” rivela il proprio spessore, dimostrando di essere un album tutt’altro che piatto e ordinario.

Il riferimento più immediato è quello ad Alessandro Grazian. La voce di Massimiliano Galli (già nei Signa) ricorda parecchio quella del musicista padovano e anche la costruzione dei testi, con parole che forzano la metrica, non è lontana.

“Amanti e Reduci” è il disco di una band che ha un proprio stile e una scrittura personale. Non è il lavoro che fa ribaltare dalla sedia, anzi: al termine dell’ascolto anche gli aspetti più positivi vengono attenuati dall’eccessiva durata del disco, ma le dieci tracce sono ben scritte e ben suonate. Manca solo un ultimo slancio, qualcosa che possa imporsi davvero. Un po’ più di forza e grinta, perché talento e capacità non mancano certo.

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