Leo Pari Sirèna 2013 - Pop, Folk, Pop rock

Sirèna precedente precedente

Romantico cantautorato folk rock. Di qualità.

Cantautorato raffinato, sospeso tra un folk esterofilo e un sound nazionale che da Lucio Battisti passa per i big della scuola romana. Leo Pari ha l’anima romantica e una capacità di scrittura notevole: un mix d’ingredienti che, unito a una produzione esperta e collaborazioni prestigiose, come il mix di Tommaso Colliva, riesce ad andare a segno.

“Sirèna” si apre con un pezzo pop che riesce a fondere una memoria beatlesiana a chitarre più blues (“Piccolo Sogno”) e prosegue con richiami al cantautorato italiano anni ’60 e ’70: “Cara Maria”, un brano che ricorda anche il Brunori di oggi. Quasi struggente “La sposa di cera”, dichiarazione d’amore dolcissima su ritmi rarefatti scanditi dal piano, che ha un ritornello che chiede addirittura “Mi vuoi sposare?”.  Più movimentata e dai suoni battistiani in salsa Tiromancino “Ancora ancora”, con frasi malinconiche al miele (“Come abbiamo fatto a lasciarci dopo tutti quei baci, a scordarci di noi”). E con Berlino eretta a città dell’amore (Venezia è evidentemente ormai troppo commerciale), anche qui come nel barbuto Davide di “Italian Dandy”.  L’armonica di “Se tu potessi innamorarti di me” fa sorridere e introduce a un pezzo da manuale del cantautorato retro contemporaneo (con pure l’Hammond sotto). 
Suoni alla Nashville, invece, per “Boogie #12”, con le chitarre blues di Roberto Angelini: una delle canzoni che si distaccano dal mood generale del disco e fanno un po’ alzare la testa dal miele romantico.  Si chiude con cenni elettronici e tastiere che conducono il gioco da sole (“Da tempo”).

Canzoni capaci attirare pubblico più spocchioso e ascoltatori meno pretenziosi, ma amanti della Nuova Canzone Italiana. A Sanremo, del resto, aveva già messo un piede firmando il brano di Simone Cristicchi “La prima volta che sono morto”  e ora Leo Pari meriterebbe di andarci col suo nome. L’estremo e onnipresente romanticismo forse finisce per far venire un po’ mal di pancia, e in certi punti si potrebbe osare anche di più, spingendo magari sull’acceleratore.  Ma per il momento “Sirèna” è un disco di qualità e con potenzialità pure radiofoniche. 

---
La recensione Sirèna di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-02-26 00:00:00

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia
IL TUO CARRELLO