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RECENSIONE
18/11/2013

No, il punk non gli ha insegnato un cazzo, a Lilith & the Sinnersaints, per rispondere alla domanda che campeggia sulle magliette di questo ultimo tour. Perché se, a quasi cinquant'anni e a venti dallo scioglimento dei Not Moving (di cui Rita-Lilith e Antonio-Tony Face erano rispettivamente cantante e batterista), se ne vengono fuori con un progetto di tributo a gente come Saints, Bad Brains e Television, beh significa che quella è una malattia da cui non si guarisce molto facilmente. Perché quando senti Lilith attaccare "Sailin' On" dei Bad Brains con quell'arrangiamento jazzato, come una Marianne Faithfull di casa nostra, potresti magari pensare che l'ascia di guerra sia stata deposta, in favore di una finezza cantautorale di cui già ha dato mostra nei precedenti dischi. Ma sull'urlo "I'm stranded" si torna a bomba alla prima metà degli anni '80, e se anche il bassista accanto a Rita non è più quello che si tagliava con le lamette in scena, lo spirito di rottura è tutt'altro che sopito, come dimostra anche la successiva "See no evil". E quando arriva l'omaggio, dovuto, ai Clash (con cui i Not Moving sono stati tra i pochissimi gruppi italiani a condividere il palco), con uno dei pezzi meno scontati possibile, il gospel "Sound of the sinners" (da "Sandinista!") capisci che veramente il punk a Lilith e soci non ha insegnato un cazzo. Per fortuna.

Tracklist

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