Prophexy
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04/06/2014

Quante ore ed ore di prove o quanto azzardo ci vuole per presentare come disco una registrazione di un concerto, sopratutto se il genere della band si muove intorno al prog? La risposta è in questi 63 minuti per 9 tracce dei Prophexy per l’etichetta (francese) Musea Records.

Le tracce si muovono dall’incrocio di tre ingredienti: il prog inglese (Yes, King Krimson, Genesis, scena di Canterbury e derivati, vedi alla voce Gong), il prog italiano (Area su tutti, a seguire Balletto di Bronzo, Osanna e P.F.M.) ed un terzo ingrediente-contenitore fatto di briciole di influenze, in cui c’è un po’ di tutto, dal blues, all’acid jazz, fino ai confini dell’hard rock. Le partiture sono intricate, complesse con grande spazio per la melodia (di cui l’onnipresente flauto respira) condita con sprazzi di poliritmia, arrangiamenti dalle progressioni ardite, partiture vocali dalle molte sfumature espressive. Oltre a loro brani originali, vi sono come bonus track due cover dei Caravan con al basso ed alla voce proprio Richard Sinclair tra i fondatori proprio dello storico gruppo inglese.

Un album da gustare per gli appassionati del genere, così come gli spettatori che, come testimonia la registrazione, hanno ripagato con copiosi applausi.

Tracklist

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