< PRECEDENTE <
album 4 Battute di Povertà Il Parto delle Nuvole Pesanti

recensione Il Parto delle Nuvole Pesanti 4 Battute di Povertà

Lilium Produzioni 1997 - Cantautoriale, Etnico, Alternativo

RECENSIONE
05/05/1998

Dopo l'esordio nel 1994 con "Alisifare", il gruppo di origini calabresi e trapiantato a Bologna, giunge al nuovo lavoro con un bagaglio di esperienze non indifferente. E infatti quest'ultima prova discografica denota la maturazione avvenuta all'interno di questa realtà ancora troppo sommersa nel panorama rock nazionale.

Forse il contratto con la Lilium, e la distribuzione Sony, potranno servire a farli conoscere ad un pubblico più numeroso, visto che hanno tutte le carte in regola per non smentire nessuno continuando sui solchi tracciati. Ai più puristi voglio dare un consiglio: la firma con un'etichetta che non sia "Lu ragnu stortu records" (fondata 4 anni or sono dallo stesso gruppo), non ha assolutamente influenzato il discorso musicale della band di Peppe Voltarelli, sempre pronta a ribadire ideali e progetti partoriti all'inizio del loro percorso, pur con tutto il discorso dell'inevitabile evoluzione.

E così ci troviamo di fronte a questo "4 battute di povertà", che racchiude in circa 40 minuti 10 nuovi episodi in bilico tra l'hard(?)-folk e le contaminazioni più svariate; sicchè, oltre ai quattro componenti fissi, troviamo altri ospiti che si cimentano con flauti, violini, armoniche, sax e tromboni, a testimoniare il fatto che limitare nel genere folk la proposta del Parto è veramente riduttivo.

Ecco così "Sule", che è sì folk, ma rivisitato con irruenza; poi la title-track, semplice strumentale a ripercorrere suoni della regione d'origine. "Lupu", col suo tappeto di percussioni a introdurre un ritmo ossessivo che pervade l'intero pezzo. I due brani più accattivanti, ma altrettanto interessanti, sono "L'avventura" e "Bambini volanti", entrambi travolgenti e con liriche che, nel secondo caso, ironizzano su alcuni aspetti della nostra Nazione. E infatti i nostri ex-allievi del DAMS non mancano mai di pungere quando arriva il momento; oltre all'intensa ricerca fatta sul suono che, paradossalmente, rende i brani molto semplici, i ragazzi del Parto interpretano in studio la loro musica come se tutto si svolgesse di fronte al pubblico, in una dimensione live. Anche le ballate riescono bene, al punto che "Resta sula" è arrangiata in chiave quasi jazzy, mentre "Una giornata diversa" è più 'pesante' nei suoni.

Citazione a parte per "Lesina": una chitarra e un sax che assecondano ritmi 'tarantinati e tarantiniani', riuscendo a riproporre in maniera originale quell'attitudine a cui le mie parole fanno riferimento.

Da non dimenticare la grande prova del singer Peppe Voltarelli, che con il suo accento e la sua grinta, riesce a dare una marcia in più al suono del gruppo, che ha poco da invidiare a moltissime formazioni. Personalmente vi consiglio di comprare il cd (in giro a prezzo speciale) e di correre a vederli dal vivo, soprattutto se siete in... 'down': il Parto delle Nuvole Pesanti saprà come scatenare una tempesta (a proposito: il nome fa riferimento a questo) per riconciliarvi col mondo.

Tracklist

Ascolta su: Apple Music Amazon Music Tidal
00:00
 
00:00
Commenti
    Aggiungi un commento:

    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
    Chi ha letto questa recensione ha visto anche:
    > PROSSIMA >
    Pannello

    TOP IT

    La top it è la classifica che mostra le band più seguite negli ultimi 30 giorni su Rockit.

    vedi tutti

    La musica più nuova

    Singoli e album degli utenti, in ordine di caricamento

    vedi tutti
    Cerca tra gli articoli di Rockit, gli utenti, le schede band, le location e gli operatori musicali italiani