Tottemo Godzilla Riders Klippa kloppa soundish 2003 - Lo-Fi, Sperimentale, Pop

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Dopo diversi mesi di latitanza ecco che l’etichetta Snowdonia ritorna sulle scene con un programma serrato di uscite che si prospettano di sicuro interesse per gli appassionati delle bizzarrie strumentali, nonché per gli amanti della goliardia in musica. Niente sembra essere cambiato rispetto al passato come dimostrano i primi episodi di questa serie, il nuovo lavoro dei Maisie, di cui potete leggere la recensione in altre parti della rivista, e quello dei Tottemo Godzilla Riders (uhm, chissà dove va l’accento…) di cui ci occupiamo in questa sede.

In realtà il cd si divide in tre parti nelle quali il minimo comun denominatore è la presenza costante di Nicola Mazzocca, principale compositore ed esecutore di tutto il materiale. Nella prima parte Mazzocca è affiancato dalla giapponese Tae Tokui - con la quale fa coppia anche nella vita - e che imprime alle composizioni il piglio tipico della sua terra d’origine. Così mentre i brani strumentali spaziano per i lidi più esotici del panorama post-rock, dalle sinfonie country di David Grubbs (“Onaka Ga Suita”), al pianoforte echeggiante Satie (“Godzilla ga kita!!”), i brani cantati ricordano soprattutto l’estro scanzonato delle voci femminili di Pizzicato Five o di OOIOO. Il punto di arrivo di questa ricerca è “Mosura”, eccellente esempio di come sia possibile tracciare un parallelo tra due culture, in questo caso l’asse è nippo-casertano, e aggiornarne i risvolti folkloristici alle sonorità elettroniche.

La seconda parte del cd è accreditata al solo Mazzocca, mentre la terza vede il nostro assecondato da una serie di musicisti coi quali forma un vero e proprio ensemble. La differenza tra i due approcci è che nel primo caso prevalgono le composizioni studiate, nel secondo prende il sopravvento l’improvvisazione d’insieme. In ogni caso si tratta di brani strumentali genericamente riconducibili alla new age e molto vicini per spirito alla tradizione progressiva. Gli appassionati di questi generi troveranno sicuramente materiale interessante, ma personalmente mi sembra che a parte qualche pregevole episodio (su tutti “Harmony concepts”) alla fine prevalga la ridondanza. Di sicuro una scrematura di 10-15 minuti non avrebbe che giovato alla riuscita finale del cd.

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La recensione Klippa kloppa soundish di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2003-03-24 00:00:00

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