22/03/2014

I Fangorago, band pisana nata nel 2006, tornano a distanza di un anno con un nuovo lavoro. “Il melodista” si apre energico con “L’idolo”, pianoforte sfuggente che va a braccetto con un basso pieno e una batteria che dà la giusta carica e “Al faro”, fill di batteria in levare e rullate sommesse, per poi continuare con “Martello”, l’episodio meno allettante del lotto, ritmi serrati che sembrano voler aumentare la loro energia, senza però mai farlo veramente. Peccato per le liriche, che risultano avere poco mordente (“Lei chiamerà / Quando birichina nella notte la sua voglia salirà / Sarebbe meglio se sarebbe meglio se lasciassi stare / Sebbene so da me la clientela agiata è la migliore"). La title track “Il melodista”, che cambia registro vestendosi di abiti più raffinati, presenta una tessitura musicale più delicata, con un assolo di elettrica dolce e morbido, ma testi ancora poco efficaci, mentre “Diavoli da smania” chiude le danze senza mostrare elementi diversi da quelli incontrati fino ad ora.

I pezzi risultano fin troppo coesi fra di loro, finendo per confondersi l’uno con l’altro e l’uso ripetuto di verbi e nomi troncati (dir, ascoltar, affiorar, mar, sol, scivolan…) invecchia l’atmosfera, stancando in fretta. “Il melodista” è sì un disco rock blues onesto e ben suonato, ma manca di quel guizzo necessario per fare la differenza, quel je ne sais quoi che renderebbe il lavoro dei Fangorago più interessante. La tecnica non manca, l'esperienza neppure, c'è da capire se la band ha trovato o meno la sua dimensione. Sono fiduciosa per i prossimi lavori.

Tracklist

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