06/04/2003

L’appellativo Appetizer identifica univocamente il sig. Alberto Dati, manipolatore di suoni che sempre su etichetta Disturbance aveva partorito un’opera intitolata “Italy by Dati”, ampiamente lodata dalla critica ma assolutamente sconosciuta al sottoscritto.

Ed è un peccato aver mancato quel disco, perché questo “My heart.” racconta di un universo affascinante composto da atmosfere elettroniche e ritmi caldi che si mescolano splendidamente con voci e suoni, perlopiù rarefatti, di pregevole fattura. Il Nostro infatti si avvale di alcuni guest che, saltuariamente, arricchiscono le singole tracce con interventi affini alla struttura, ma decisivi per l’economia del pezzo stesso. Primo fra gli ospiti è Josef Saddler, complice anche nella stesura di musica e liriche per quasi 1/3 dei brani, all’interno dei quali viene accreditato anche come vocalist. In uno di questi (“Maybe i’ll”), occorre anche segnalare l’intervento del sax di Vince Hammond, strumento utilizzato come variabile fondamentale per diversificare le sonorità della materia trattata.

Siamo infatti in presenza, come già accennato, di brani prettamente strumentali partoriti con l’aiuto delle macchine, usate come veri e propri arnesi pensati per la creazione. Si riafferma, quindi, l’idea del ‘dj come musicista’, concetto che ci sembra ampiamente giustificato dopo l’ascolto di questi 10 episodi.

Un album decisamente commestibile per chi considera questa sonorità quantomeno ‘familiari’; per gli altri, crediamo possa costituire un ottimo bignami per approcciarsi all’elettronica meno ‘spettacolare’ (vedi Chemical Brothers, Basement Jaxx, Timo Maas) e quindi più ‘contaminata’ (vedi Thievery Corporation, Nicola Conte, Mo’ Horizons).

Buon ascolto.

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