Khoma Virtuali orgasmi 2002 - Metal, Hard Rock

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Buon esempio di autogestione questi Khoma: si sono organizzati un fan-club (sulla fiducia verrebbe da credere) e, a forza di magliette e gadget, sono riusciti a registrarsi questi 40’ di disco in uno studio, anziché nella propria camera, con un notevole vantaggio sulla resa finale.

Gli elementi del gruppo provengono da esperienze e generi diversi come pop, funky e metal (generi riscontrabili nelle 9 tracce più una fantasma), caratterizzate, ad onor del vero, più da robusti chitarroni che da suoni di varia elaborazione ed eleganza. Per farla breve, le idee melodiche dei Khoma rimandano a quell’hard-rock dei tardi ’80 fatto di pantaloni sdruciti, bandiere confederate e chitarre a punta. La voce di Toni Pitzoi, spesso e volentieri, si lancia in arditi prolungamenti vocali alla Piero Pelù (“dimmi cheeeea, ti piaccceeeaa”), che magari non sono esattamente ciò che vorresti ascoltare al tuo matrimonio, ma che nel contesto riescono a trovare una loro ragione d’essere, mentre i testi, divertenti ed espliciti, rinunciano, per fortuna, ad analizzare i massimi sistemi per concentrarsi su argomenti più terreni come il sesso (la title track, “Atti impuri”), la legalizzazione delle droghe leggere (“Johnny Joint”) e Che Guevara.

Il sottoscritto poco è attratto da muri chitarristici del tipo presentato, più vicini al metal che all’indie (o alternative, o come caspita volete voi… io coi generi ci capisco sempre meno!) e alle voci parossistiche, cosa che fa propendere per una rapida ed indolore catalogazione di “Orgasmi virtuali” in apposito loculo. Sarebbe però ingiusto riporre i Khoma alla voce ‘bassa manovalanza’, sia per la qualità tecnica, sia per l’organizzazione, ma soprattutto per il sano divertimento che, per 40 minuti scarsi, mi hanno donato.

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La recensione Virtuali orgasmi di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2003-04-05 00:00:00

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