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album Le difese - Vessel
Vessel
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14/04/2014

Ci sono dischi con acclusa una sorta di polvere di stelle, una magia che permette loro di risvegliare il passato, di riportarlo in vita integralmente, originando opere che, più che derivative e citazioniste, risultano emerse dal fondo di un mondo apparentemente perduto. Accade questo nel primo lavoro in italiano dei Vessel che, abbandonato l'inglese e rimasti in due si dedicano a una riscoperta sorprendente e totale delle origini autoriali della nostra canzone.

Dopo i due con EP con Alessandra Gismondi - "Tales Of Memento Island" e "Melodies Of Cupido Island" - usciti entrambi per 42 records, Corrado Nuccini ed Emanuele Reverberi ora si dividono rispettivamente la scrittura di testi, il primo, e delle musiche, il secondo. Ad affiancarli nell'esecuzione ci sono un gran numero di voci femminili: Alessandra Gismondi, Laura Loriga, Barbara Cavaleri, Sara Lov (Devics) e un'eccezionale Angela Baraldi.

Sin dalle prime note emerge dalla voce di Nuccini un profetico scheletro compositivo: l'afflato dal passato che ritornerà sempre in queste canzoni è quello di Piero Ciampi che è qua presente in modo totale e sorprendente ("La caduta", il parlato di "Non sei più tu") e perfino citato come mai prima d'oggi dalla voce scolpita e preziosa della Baraldi in "Nudisti su Marte" che pare configurarsi come un vero omaggio (finale incluso) ad "Adius", uno dei brani più popolari e chiacchierati del cantautore livornese.

Ma c'è tantissimo altro in questo lavoro che è passato riemerso: in primis l'ombra precisissima della vocalità che scandisce, sottolinea e disegna, non solo di Ciampi ma pure dell'affinissimo Luigi Tenco. A colpire non è solo l'excursus raro che un disco come questo ci propone ma la varietà di effusioni che esso stesso si concede con universi distanti all'interno dello stesso piccolo mondo artistico, quello della musica con la parola al centro. Musica d'autore qua significa non solo cantautorato classico ma pure inserti alla Capossela di "Canzoni a manovella", quindi fascinazioni balcaniche e riprese di folk popolare italiano ("Battan l'otto", canto di galera toscano reso noto dall'esecuzione di Caterina Bueno negli anni '60 e la ghost track "Sinnò me moro", struggente canzone popolare romana cantata da Alida Chielli nel film "Un maledetto imbroglio" di Pietro Germi e poi ripresa egregiamente, tra gli altri, dagli Ardecore).

Le immagini delle liriche di Nuccini hanno il pregio di una propria personalità netta, cesellata, pur circondata, come abbiamo detto, da un gran mondo di riferimenti e sguardi. "Le difese" è dunque un album importante, che non si fa sentire ma domanda di essere ascoltato con tutte le cure e le attenzioni meritatissime del caso.

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La recensione Vessel - Recensione - Le difese di Giulia Cavaliere è apparsa su Rockit.it il 17/08/2019

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