Slim Tonic 2003 - Lo-Fi, Rock'n'roll, Blues

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Originatisi nel 2001 da una costola dei Cut, i bolognesi Slim hanno avuto alterne fortune sin dagli esordi; nati infatti sotto i migliori auspici (un singolo che aveva trovato subito una fan d’eccezione oltreconfine, la quale aveva anche provveduto a finanziarne la realizzazione, la vittoria alle selezioni regionali di Arezzo Wave e un disco pubblicato con la Suiteside), nel giro di pochissimo sono stati subito vittima della stessa emorragia che li aveva in qualche modo generati.

Perché in fondo la materia che trattavano in “Landing on venus” (titolo uscito appunto su Suiteside) apparteneva alla stessa fonte sonora presso la quale attingevano gli stessi Cut, anche se Luisella e Alberto (i primi due intestatari della ragione sociale) sembravano prediligere decisamente l’aspetto meno selvaggio (punk?) del blues, per concentrarsi su una formula sonora decisamente più affine allo spirito puro del rock ‘n’ roll. All’epoca, però, venne fuori un ibrido che non convinse del tutto il sottoscritto, il quale rimandava alle successive prove un giudizio maggiormente definito sulle potenzialità di questa band.

Non c’è stato però modo di decretare il valore dei Nostri a ranghi completi, visto e considerato che nel tempo Luisella ha abbandonato il progetto lasciando ad Alberto il compito di proseguire il tragitto con la ragione sociale invariata. Ecco perciò che “Tonic” (disco che inaugura anche l'attività della neonata Eclectic Circus) fin da subito ci appare opera più ‘convincente’ rispetto all’esordio, mantenendo però una forte prerogativa, ovvero quella di un sound fedele alle radici del genere ma comunque teso a contaminarsi con alcuni frammenti di elettronica. Sicché non ci risulta difficile tirare in ballo Jon Spencer e la sua Blues Explosion di “Acme” - e in parte del successivo disco di remix - come principale riferimento. Tuttavia siamo convinti che ai quattro manchi ancora la carica giusta (magari proprio in fase di mixaggio) affinché il risultato complessivo sia ai livelli della band dell’ex Pussy Galore.

Nella tracklist, però, figurano singoli episodi che colpiscono, alcuni perché particolarmente ‘frizzanti’ (“Your skatches”, “Electro boys & cefalowaves” e soprattutto “Off.”), altri perché semplicemente caratterizzati da riff di chitarra tanto classici quanto immediatamente riconoscibili (“Places in passing”, “Glassbox”, “First time”), altri ancora perché tesi ad inaugurare percorsi sonori relativamente originali (“Only blues”, “Kate”, “Funny time”).

In definitiva un acquisto consigliato a chi da sempre - e soprattutto da 2 anni a questa parte - ha una particolare predilezione per formazioni che cercano una via personale alle radici.

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La recensione Tonic di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2003-04-07 00:00:00

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