Vincenzo De Maria Parlami d'amore Mariù 2013 - Cantautoriale, Pop, Pop rock

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Una gita tra i classici della musica italiana

E niente, come se non bastasse il clima sanremese di questa settimana, beccatevi le interpretazioni in chiave pianobar al pranzo a menù fisso con pullman organizzato dopo visita a Pietralcina di Vincenzo De Maria, cognome che ne assicura l'approvazione ecclesiastica.

Mentre gustate l'antipasto a base di salumi und formaggi e flan di ricotta e spinaci, Vincenzo con la sua tastiera multieffetto con basi midi incorporate sussurrerà “Che cosa c'è” di Gino Paoli, mentre potrete accennare un passo di danza sul riadattamento very groovie, walking bass praticamente soul, con coretti yeiyeiye di “E penso a te”; potrete abbracciare vostro marito sul pezzo lento/digestivo “Io che amo solo te”, in cui gli archi sintetici la fanno da padrone, mentre i synth di “Mi sono innamorato di te” puntano dritto allo sperimentalismo elettronico del primissimo Battiato, un'interpretazione praticamente futurista, una roba pazzesca, coraggiosissima.

Vincenzo De Maria è profondo, interpreta allungando le vocali il più possibile, esprime un sentimento vero, basti sentire come “Parlami d'amore Mariù” si carichi fino a toccare vertici da poema sinfonico, dentro c'è di tutto, pure il parlato. E sul sospirato Mariù finale a sottolineare lo sfinimento dell'amore vi accompagna verso il pullman, che ora è di rientrare.

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La recensione Parlami d'amore Mariù di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-02-19 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • AliceT 7 anni Rispondi

    A 33 secondi, ho tolto.