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RECENSIONE
06/04/2003

“The kids are back” è un promo che dovrebbe precedere la prima uscita ufficiale dei Bastards United per la label triestina Tatoo Music. Tre canzoni tre, utili a mettere a fuoco una band che, con l’interpretazione di un rock piuttosto vivace e muscoloso, riesce a destare una discreta impressione.

E’ un suono accattivante quello dei ragazzi, vicino a certe sonorità di oltre oceano, che possono ricordare i Jane’s Addiction.. La voce di Trevor Debelli, con le sue velleità da maledetto, domina la scena, ma rischia di sviare il discorso e fornire l’impressione di una band aggrappata a reminiscenze metallare. In realtà, i Bastards United non fanno altro che interpretare ballate intrise di amore per il rock ‘n’ roll più classico, suonato d’istinto e con la testa sgombra da ogni discorso che non sia aggrappato a quelle che sono le radici della musica del diavolo.

Un disco che potrebbe essere definito, per certi versi, ‘tradizionalista’, ma non per questo dovremmo sottovalutarlo. D’altra parte, siamo alle prese con un semplice assaggio che - e ne siamo lieti - lascia sperare positivamente.

Tracklist

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