20/03/2014

Semplice, catchy, rock, avvolto da una psichedelia martellante e coinvolgente propria di generi come lo psychobilly reinterpretata in chiave brit-pop, con qualche tacca di gain in più e terzine che ne fanno risaltare i colori più scuri e rock. Ritornelli ciclici, esasperati ma divertenti. Un gran bel risultato.

Le strutture sono semplici, le impalcature non si vedono quasi: "Ashes", l'EP di debutto dei milanesi Gambardellas è un gran bel biglietto da visita. I lombardi ricavano l'essenziale dalle loro corde e lo dosano a dovere, il tornio non serve quasi, le tracce godono di una semplicità che permette loro di risultare appetibili in tempo record.
Il singolo “Ashes” apre la tracklist con un angosciante organo che fa presagire il peggio, poi la traccia mostra la sua vera identità esplodendo in un riff che fa molto Union Jack, dalla carica espressiva quasi hard-rock. Insieme alla precedente, la traccia “One in a Million” (che tuttavia possiede qualcosa di già sentito) è il miglior ritornello dell'EP, spezzata a tratti da inaspettati spunti più rudi alla Led Zeppelin si aggiudica il ruolo di “ammiraglia”.
“Devils” e “I Got Mine” chiudono a dovere una raccolta tanto breve quanto densa di aspetti positivi.
I Gambardellas, con questo graffiante esordio, lasciano il loro primo segno in una scena musicale a tratti esageratamente complessata, portando freschezza e semplicità a ritmo di brit-pop e distortions hard-rock.

Tracklist

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