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RECENSIONE
29/03/2014

La storia di Efrem è alquanto tormentata, fra scelte non proprio azzeccate di fonici che non soddisfano, una conseguente demo deludente e l’abbandono del bassista a pochi giorni dalla reincisione della succitata demo. Alla fine della fiera, però, “Con le nostre carni strette” è stato ripreso e rielaborato fino a convincere il duo bolognese ed il risultato è una piccola bomba a mano esplosiva.

Il sound è irrequieto, grezzo, di matrice grunge, un tunnel rabbioso di emozioni da cui è arduo uscire: chitarre acuminate e batteria frenetica (“Segugi meccanici”), suoni deturpanti, caotici e a tratti noise (“Spiriti della sovversione spiriti del possesso”) e una sorta di disperazione gridata al sapore hardcore (“Hellas”). I battiti cardiaci aumentano a livello esponenziale ascoltando questo disco, sono pochi i momenti di respiro in questa corsa forsennata e “non ho fretta di salvare me stesso e non chiedo giorni migliori” (da “Eva Braun”). E’ una continua frenesia di umori e sensazioni (l’inquietante xilofono della marcia oscura “Malanova”), ombre malinconiche che si allungano (“Si chiama paura quella che vedi, si chiama paura, gli ho dato il tuo nome” da “L’amore per la banca di Gesù Cristo”) fino ad arrivare ad arpeggi evanescenti e melodie dolci, ma pur sempre dal retrogusto amaro (“E’ dolce e onorevole morire per la patria”). C’è un’urgenza estrema alla base di questi undici brani che sembrano avere corpi trasparenti dai quali si intravede il cuore che batte rapidissimo e il sangue che scorre a fiotti, come nell’angosciante artwork della copertina. Il sound claustrofobico è figlio di paure urlate come a voler esorcizzare i demoni che ci tendono agguati ogni giorno, le emozioni confluiscono nella collera e il fiatone non passa più. In questo caos di suoni non ci si dimentica delle liriche, che hanno il loro peso in questo lavoro, diventando immediate e concise.

Non è cosa da tutti mostrare le proprie sensazioni, quelle più oscure, senza vergogna e trasformare un animo turbato in un corpo irrefrenabile. E se è dai periodi più tormentati che fioriscono le cose belle, ben venga, che i nostri sono riusciti a trasformare una delusione in una soddisfazione che li ripagherà dei loro sforzi.

Tracklist

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Commenti (1)
  • EFREM 13/04/2014 ore 16:41

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