26/05/2014

Cantautore dalla voce leggera e dagli arrangiamenti catchy, Edoardo Borghini rimanda subito a Lucio Battisti e non sarebbe neppure necessario scriverlo tanto è lampante: la maniera di cantare distaccata e pronta al falsetto, i brani che sembrano corteggiare chi ascolta, ampi spazi per divertirsi quanto per ritratti malinconici. La chitarra, sempre in primo piano, è di volta in volta trascinante nei suoi sguardi funkeggianti (“Ci Riproviamo, Ci Ricaschiamo”), ironica di arpeggi lievi (“Canzone di Quel che mi Viene in Mente”), dolce e amorevole e nostalgica (“Se non ti Accorgi”).

Tutto è liscio, scorrevole, tecnicamente perfetto, ma non convince fino in fondo: quando parte il recitato sugli archi di “Perso l’Occasione di Te” credi che sia arrivata la svolta, ma poi si trasforma in un pezzo funkrock che non mantiene le promesse, il tango di “Artista Maledetto” è sinceramente prevedibile, la deriva cabarettistica di “Ho Preteso” che strizza l’occhio a Jannacci e non c’entra nulla col resto: l’impressione generale è che ci sia troppa carne al fuoco e che venga fuori pochissimo la personalità di Borghini, nascosta da un che di costruito, da un velo di finzione, quando la dote fondamentale di un cantautore resta l’essere cristallino, certo del suo percorso e con la mira dritta al cuore. Qui non trovo nulla se non un lavoro ben fatto, ma che rimane là a osservarmi invece di correre ad abbracciarmi.

---
La recensione Edoardo Borghini - Recensione - Fumare per noia di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati