Fabio Brustia Normale follia 2002 - Rock, New-Wave

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Quello di Fabio Brustia è un progetto che potremmo definire classicamente come ‘one-man-band’, visto che il musicista lombardo realizza questo demo suonando tutti gli strumenti che si ascoltano lungo le undici tracce. Una volta andava di moda etichettare il genere come rock italiano, appiattendo quelle che potevano essere le influenze di un’artista, indi per cui in questo caso diremmo che Brustia suona un robusto rock-wave di ottantiana memoria. Il punto di riferimento di “Normale follia” è senza ombra di dubbio il sound degli esordi oscuri dei Litfiba, senza andare a scomodare band dell’epoca come ad esempio i Moda o i Diaframma. La chitarra hard è sempre messa in primo piano, a creare un tappeto sonoro di sicuro effetto, ma ciò che colpisce maggiormente è la maturità delle liriche del Nostro, puntuali, pungenti, mature. Musicalmente sembrano onestamente troppe undici tracce, tanto che alla lunga si ha la sensazione scomoda di un’amalgama troppo uniforme, ma la title-track, “Polvere” (quella chitarra che ricorda i Big Country del povero Stuart Adamson) e la riuscita malinconia di “Ad occhi aperti” valgono al nostro amico una tranquilla promozione.

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La recensione Normale follia di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2003-04-22 00:00:00

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