19/05/2003 di Emanuele Mandelli

Avevo avuto il piacere di recensire il precedente demo dei piemontesi Brama giusto un anno fa, dove già il gruppo si presentava umile ma al contempo capace di stupire. Il pezzo manifesto della band è “Bassa fedeltà”, uno di quei brani che definisco ‘canzoni colla’, cioè pezzi che ascolti una volta e non ti scordi mai più. Così ho canticchiato per giorni “Ascolto la tua voce come un disco veloce...” e appena ho saputo che il pezzo era stato remixato e faceva parte di un nuovo lavoro della band, mi sono offerto per fare la parte del recensore.

Schiacciato così il tasto ‘play’, rimango ancora una volta piacevolmente stupito: “Bassa fedeltà” è diventata ulteriormente danzereccia - e ‘colla’ -, mentre i ragazzi mi sembrano ulteriormente cresciuti e con molte più potenzialità nel riuscire a miscelare suoni provenienti da mondi assai diversi, creando un sound tutto personale. Anche la cover di “Space oddity”, a firma originale di David Bowie, pur non essendo stravolta prende un suono piacevolmente riconoscibile. I sei pezzi che compongono il mini sono quindi piacevoli e la mezz’oretta di musica scorre senza intoppi.

Adesso però mi piacerebbe sentire la band di Alexander Macinate alla prova su lunga distanza e con alle spalle una produzione che non snaturi quel loro suono così picevolmente lo-fi - ma che anzi ne sottolinei la particolarità. Forza ragazzi: la strada è quella giusta.

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