Stefano Montuoso Guerra dell'anima 2014 - Cantautoriale, Rock

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Un disco ancora acerbo, una guerra interiore che deve indurre a migliorare

C'è una guerra che si combatte senza bombe, non vede due eserciti schierati né strategici piani diplomatici e militari. Stefano Montuoso la chiama “Guerra dell'anima”, come l'album che ha scritto e suonato per intero. Una questione interiore, fatti suoi, fatti personali. Sventola una bandiera ma non è bianca, è la bandiera dei vincitori: i sentimenti nobili, quelli buoni per scriverci un disco che piaccia prima che a tutti a se stessi.

Melodie rock/pop e testi semplici intonati, si sente, con assoluta sincerità: la voce è interprete di tutto il vissuto tormentato dei soggetti fondamentali: io, ma anche tu. Tu, tu che sei in ogni parte di questo disco, “tu che riempi il mio universo, tu sei il sole nel mio universo”, tu che “il mio regno sei tu”, “salveresti tutto di me”?

Per quel che mi riguarda salverei le buone intenzioni, la musica tutta, anche se il disco va evolvendosi in un discendendo piuttosto regolare, in cui la resa massima è data dal primo pezzo e non dall'ultimo. Non salverei certe parti di voce, cantilenate, tutte incentrate a rivolgere il messaggio al destinatario piuttosto che “a cantar bene”, come “Libera”, in cui anche il missaggio lascia un po' a desiderare. Alla fine di questa guerra resterà la consapevolezza di poter fare meglio, perché, si sa, le guerre interiori aiutano a crescere e procedere oltre.

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La recensione Guerra dell'anima di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-02-24 00:00:00

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