21/05/2003

L'aedo, termine con il quale si indicava l'antico cantore girovago, torna alla dignità di un tempo grazie all¡¦opera di Gastone Pietrucci, cantante di Jesi, notissimo nella sua terra di origine per l' attività di appassionata rilettura della cultura orale marchigiana. Un lavoro portato avanti con la meticolosità di uno studioso attento, che ha trovato la propria concretizzazione grazie all¡¦aiuto fondamentale del collettivo La Macina, gruppo con il quale Pietrucci ha condiviso questa scelta sin dal lontano 1968. 35 anni di un percorso coerente e lineare, 10 dischi alle spalle a testimonianza di un¡¦attività tesa a mantenere vivo l'interesse attorno ad una cultura rigogliosa ed, al tempo stesso, eterogenea come quella marchigiana. A coronamento di un'attività così importante, arriva anche questo "Aedo malinconico", lavoro con il quale Gastone Pietrucci & La Macina hanno, non a caso, suscitato l'interesse della Storie di Note.

Con la sua voce roca ed espressiva, il cantastorie jesino ripercorre parte dello sterminato repertorio folkloristico delle Marche, interpretando canti tramandati dalla tradizione contadina e dalla filanda, tra serenate (la dolce "Bella sei nada femmina"), narrativi impregnati di tristezza ("S¡¦io fossi una formica/Monaca a forza, ¡§Ramo de fiori rrose d¡¦amor¡¨, ¡§Cecilia¡¨), ricchi di riferimenti alla guerra (¡§La guerriera¡¨), fino a scatenati saltarelli (¡§Io me ne vojo andà pel mondo sperso¡¨, ¡§Il marito tosato¡¨). Il tutto con partecipazioni di forte presa, come quella di Giovanna Marini, dei Gang - perfettamente a loro agio in ¡§La ballata del brigante Pietro Masi detto Bellente¡¨, storia di un ribelle che cerca di combattere lo status quo - ed altre meno centrate, con riferimento a Rossana Casale, che nei suoi cameo appare un po¡¦ fuori posto. Al di là di qualsiasi peccato veniale, siamo alle prese con un disco per certi versi ¡¥fondamentale¡¦, che fornisce a Gastone Pietrucci e La Macina, nonché a tutta la musica tradizionale marchigiana, l¡¦occasione di uscire fuori dai suoi ristretti confini. Che ci riesca o no, ci sembra di grande interesse concludere con la parte finale dell¡¦intervento dello studioso Allì Caracciolo presente nel booklet: ¡§Ascoltarlo è percorrere i deserti della voce con l¡¦erompente cognizione dell¡¦incontro¡¨.

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