01/07/2014

Tra elettronica e ambient, pezzi ballabilissimi e sofisticate pause di riflessione, si muovono le danze di Carlo Bosco aka Jackf che in “Twice Zero One Hundred Zero” concentra seduzioni malinconiche, ammiccamenti al dancefloor, visioni invernali come distese infinite all’alba, alternando pezzi che girano molto bene ad altri meno convincenti.

La bellezza gotica ed evanescente di “Coelacanth” che come un canto medievale s’alza fra cattedrali deserte, il procedere denso e sintetico di “Silly Boy & Girl” che sembra lo scorrere lento di gocce electrodance con strizzate d’occhio al kraut, la presa morbida e dolcissima di “White Night Dance” che accompagnerebbe splendidamente i titoli di coda del nostro amore che sta per finire: non funzionano invece brani come “Beautiful Melody” dalla linea vocale banale e confondibile e una trama sonora che s’adatterebbe bene ai cinepanettoni, e “The Answer” che staziona sul confine tra ballata iper romantica e certa synthwave anni ottanta senza sapere cosa essere esattamente, piuttosto confondibile e sostanzialmente poco utile ad aggiungere qualcosa al risultato finale. Lo stesso vale per “Until”, fragile intermezzo strumentale che non sfoga mai ma prosegue nella sua corsa dritto e asettico.

In sostanza le intenzioni di Jackf sono buone e spesso si esprimono nella maniera migliore, probabilmente l’eliminazione di alcuni pezzi avrebbe giovato a questa uscita rendendola un lavoro uniforme e gradevole, così invece resta il dubbio sulla strada che il nostro vuole intraprendere: l’elettronica easy che spinge in pista o lascia statici nel suo fare impersonale e si dimentica, oppure la profondità di suoni che attraversano la testa lasciando un segno. Scegliendo la seconda, potrebbe venire fuori qualcosa di davvero molto interessante.

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La recensione Jackf - Recensione - Twice Zero One Hundred Zero di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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