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album Lucido - Sux!

recensione Sux! Lucido

Santeria / Audioglobe 2003 - Rock, Noise, Grunge, Alternativo

RECENSIONE
25/05/2003

Non ho mai fatto mistero della mia stima nei confronti dei Sux!, uno di quei gruppi che, nell’ambito della cosiddetta scena rock italiana, ha raccolto sempre molto molto meno di quanto in effetti merita. Gli album finora editi, infatti, sono stati lodati unanimenente dalla critica, ma in fatto di riscontri commerciali non hanno mai raggiunto quei risultati tali da porli come gruppo su cui qualche discografico - neanche tanto eccessivamente coraggioso - decidesse di investire. Giorgio Ciccarelli e soci, però, si sono presi una discreta rivincita accasandosi presso Santeria, una etichetta sussidiaria di Audioglobe che pochi colpi ha sbagliato nei dischi finora pubblicati.

“Lucido” è il secondo titolo della band milanese che Santeria licenzia, ed è, per atmosfere e sonorità, l’ideale prosecuzione del precedente “Di fronte al civico 13”, un disco che aveva dalla sua un particolare non da poco, ovvero la perfetta simbiosi tra oblique melodie pop e strutture di chiara matrice rock. Oggi forse la scrittura di Ciccarelli si è spostata ancor di più sulla dimensione rock - a tratti quasi stoner (le cavalcate di “Questo istante”, “Grande città” e della title-track crediamo riserveranno piacevoli sorprese dal vivo) -, ma non manca comunque la dimensione dell’obliquità, ormai parte integrante del tessuto sonoro della band, e del pop (i cui strascichi sono palesi nell’apertura melodica di “Bella giornata”).

Riuscitissimi, poi, episodi come “Dammi un segno” e “TDM”, tracce che fatichiamo a codificare ma che percorrono strade già battute dal quartetto e qui messe a fuoco nella maniera ottimale rispetto che in passato. Curiosa anche la scelta di inserire le ballate quasi in fondo alla tracklist, come se i Nostri abbiano preferito sfogare in primis la rabbia, per poi lasciarsi andare su canzoni come “Unico sogno” e “Tragicaomica”. La ‘ripartenza’ è però affidata ai ritmi serrati di “Mondo migliore” e “Chiediti”, dove si configurano nuovamente le scelte stilistiche iniziali. La chiusura di “Parole gesti” lascia il segno, forse perché distante dalla cifra classica dei Sux! e con l’effetto di lasciare l’ascoltatore spiazzato.

In definitiva un disco meno immediato dei due predecessori, ma ricco di sfumature sonore. Una strada, questa, che invitiamo calorosamente a percorrere ai quattro milanesi; con risultati del genere, il futuro potrebbe essere ancora più luminoso.

Tracklist

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