29/09/2015

La Turi Mangano Orchestra è un progetto nuovo e molto ambizioso che viene dalla Sicilia. Aspira ad essere un’orchestra rock dalle molteplici influenze, che contemporaneamente riesca a scardinare la classica forma-canzone basata sull’ossessività del ritornello e metta al primo posto la composizione.

Il concetto portante è quindi curare prima di tutto musiche e melodie: anche la voce (di Rosa Mangano) è uno strumento e come tale si adatta e si affianca agli altri elementi, mantenendo le proprie parti e tacendo quando serve; disdegna ed evita acuti o contrasti, sussurra dolcemente all’orecchio, come quando bisbiglia che “nei miei sogni tu sei / una frase che non ha parole / non ha gesti né sguardi dolci / è l’assenza di te” in “L’assenza”.
I testi di Marco Annicchiarico, poetici (nel vero senso della parola), richiedono più di un ascolto per essere assorbiti e capiti e sono l’elemento in più che completa l’armonia di musica e voce. Mai banali, neanche quando celebrano Lou Reed, in un brano costruito con il cut-up, cioè utilizzando e affiancando i titoli delle canzoni del cantautore statunitense per costruire una storia propria.
La centralità della musica invece emerge dalla sorprendente alchimia, apparentemente incomprensibile, tra esperienze diverse. Ogni componente dell’ancor piccola orchestra ha portato un pezzo di sé e l’ha messo a disposizione prima del disco e poi degli ascoltatori. È per questo che le influenze sono tante, e per lo stesso motivo non si può accostare la Turi Mangano Orchestra a nessun altro in particolare: c’è tanta Cristina Donà in “Pesci”, concettualmente regna la PFM, si sentono a tratti note di Sigur Rós, c’è l’indie-rock e il cantautorato più moderno accanto a quello più classico, insomma c’è un po’ di tutto, senza somigliare a nessuno in particolare. È il coronamento esemplare del lavoro di ogni musicista: raccogliere la propria esperienza, confrontarla con gli altri e poi unire gli elementi.

E il bello è che nonostante la complessità compositiva il disco riesce a rimanere sempre essenziale, come un disegno che raffigura situazioni quotidiane in bianco e nero utilizzando linee complesse. Insomma, questo “Naturale ep” è un bel disco, da ascoltare attentamente. Prendetevi mezz’ora per farlo, non ve ne pentirete.

Tracklist

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati