26/09/2014

Scegliere poche cose ma sceglierle bene, ché in fondo cosa serve che sia davvero necessario: voce e chitarra bastano a volte a delineare un universo personale, a trasmettere ciò che si vuole trasmettere, a possedere qualcosa di difficilmente definibile che si nasconde tra i toni, le parole, gli accordi strappati o leggeri, i disegni che riesci a vedere nelle nuvole mentre ascolti. Stefano Scrima ovvero LinFante scivola lungo percorsi minimali dove riverbera l’essenza del suo mondo, con una vocalità che domina facilmente la scena, capace di modulare paesaggi sempre diversi e raccontare attraverso le spinte di gola o le frasi appena libere tra i denti.

Un disco che risulta denso e fitto nonostante sia composto da elementi basici, che pende a momenti verso visioni sorridenti, e te ne accorgi dalle incursioni dell’armonica (“Chiudo Gli Occhi e Non Penso a Te”, “Mentisenti”), ma dove è preponderante un’aria malinconica, di una rabbia piccola ma costante, una sorta di cielo velato che non sfoga e che alla fine, spesso, amiamo più dell’azzurro profondissimo.

Su tutte brillano “Bile Nera”, “Deliquio” e ancor più “Muoio di Sonno” che sanno di intenso e semplice bellezza, ma è davvero un piacere abbandonarsi all’intero album, denso, sapido e convincente, capace di creare incanti scarni e ossute meraviglie, nascoste nei disegni che vedi nelle nuvole.

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