31/10/2014

Una storia che finisce, che sia d’amore, di passione, di idee condivise: è il momento in cui finisce quello che produce le canzoni migliori, e non è necessariamente l’istante dell’addio, ma lo sguardo in cui cogli una luce differente, capace di tagliarti in due e stenderti a terra con facilità. E capita che sia il tuo stesso sguardo a illuderti e poi buttarti giù, quando i sogni da stelle distanti diventano un peso insostenibile. Il dolore riservato e malinconico di chi sussurra invece di urlare, la vena profonda di disperazione che, coltivata, porta a piccole dosi di meraviglia.

Questo ep sembra nascere da tutto questo, dal dispiacere e dagli umori plumbei, dalle sconfitte e dai confini stretti di una vita che è una, e allora coltiviamola questa guerra fredda coi giorni, questo infinito correre dietro i gesti sbagliati, questa storia nell’attimo in cui diventa ricordo. Dilis è un cantautore che non s’adagia nel cantautorato, che si circonda di validi musicisti per creare strutture musicali che accolgono le parole come un letto caldo, quasi a consolarle: su tutti il violino di Dario Patti che dona spessore e intensità ai brani, col suo modo ora incisivo ora dolcissimo.

Quattro tracce che convincono, una voce che si fa sospiro lieve e pure abbraccio intenso, e la più bella, “Le Nostre Mani”, in continua ripetizione questa mattina: una mattina che finisce, una mattina che è l’istante dell’addio, che è il mio stesso sguardo o il tuo che mi spezza il cuore, con la consapevolezza che, da tutto questo, può nascere ancora la bellezza.

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La recensione Dilis - Recensione - L'alba negata di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 22/07/2019

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