Da'namaste Priva di rilievo 2003 - Rock, Metal, Post-Rock

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I giovani Da’namaste hanno qualcosa da dire: effetti chitarristichi coinvolgenti, musica obliqua, atmosfere tendente al malinconico e, non ultima, l’eco evidente dei vecchi C.S.I. - aspetto, quest’ultimo, inevitabile quando si alternano al canto una voce maschile ed una femminile e quando le parole sono declamate più che cantate. Lo stile di riferimento, insomma, sembra quello della band capitanata da Lindo Ferretti, ma l’aspetto più interessante di questo gruppo salernitano è la ricerca, spesso riuscita in questa prima opera ufficiale, di un rock che aspiri a vette poetiche, sfuggendo a temi e suoni banali.

Le sonorità oscillano tra Sonic Youth, il dark anni ‘80 ed il post-rock, con alcuni riferimenti agli Smashing Pumpkins e addirittura agli Arab Strap. Troppi nomi? Ce ne fossero tanti di gruppi che volontariamente o quasi inconsapevolmente realizzano dischi come questo. Del resto, nei 7 brani, i ritmi incalzano e la voce tende a esserci quasi senza disturbare l’atmosfera onirica che la musica crea. I Da’namaste hanno un’anima oscura che però non si avvolge su se stessa ma cerca di esplodere all’esterno; l’obiettivo, ora, è lavorare ancor di più per trovare un’identità che si affranchi soprattutto dalla pur splendida poetica-mistica ‘ferrettiana’.

Non nascondiamoci che i semi, in campo artistico, ci sono, si espandono anche se non vuoi, te li ritrovi addosso, non te ne vergogni, poi li riconosci e li ricordi con affetto. Esempio? I Da’namaste devono migliorarsi, magari ripartendo dal brano per lo più strumentale “Un altro vuoto”, eccezionale viaggio sonoro che è talmente emozionante che vorresti non finisse mai!<

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La recensione Priva di rilievo di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2003-06-19 00:00:00

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