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RECENSIONE
09/10/2013

Un lusinghiero detto emiliano recita che il migliore dei rossi ha ucciso suo padre. King Krule, come Eric Cartman prima di lui, sembra sostenere l'idea che anche i rossi hanno un'anima ammaliandoti con quella voce spezzata e matura -per cui tanti l'hanno accostato a Tom Waits- e quel corpicino da modello di Burberry. "6 Feet Beneath the Moon", l'album d'esordio rilasciato lo scorso agosto, è stato subito ben accolto da critica e ascoltatori, ritenuto una boccata d'aria fresca in un'annata di album mega post-prodotti, post-rivisti, vocoderizzati etc etc… "Easy Easy", traccia d'apertura dell'album, è un pezzo bello crudo che già arrivava al cuore e alle viscere dell'ascoltatore… Ma sarebbe mai arrivato in pista?

L'umbro Fab Mayday Friday ce l'ha portato: è bastato l'amore per un pezzo già bellone in origine e un'ulteriore spinta alla batteria, che sgambetta prepotente in prima linea, very easy. Il dj resident delle serate del Friday I'm in Rock, che si tengono ogni venerdì all'Urban di Perugia, ha forgiato il remix danzereccio perfetto per tutti quegli indie sudaticci che abitano la sua pista: corde rotte e cassa dritta che riportano alla mente quelle prime vergini volte di quando si salutava la fine del weekend ondeggiando doloranti su "Love Will Tear Us Apart", quando bastava l'accenno iniziale per farti ballare fino allo stremo delle tue forze. Un'evoluzione naturale del pezzo che si porta a casa il massimo risultato: se King Krule verrà a prendere Fab Mayday Friday di certo non sarà per fargli del male.

Tracklist

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