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album 1000 doses of love! - One Dimensional Man (ODM)Primascelta
RECENSIONE
25/01/2000

Non so quanti di voi abbiano già sentito parlare di questo gruppo veneziano, ma è certo che se amate il rock 'radicale' (ma anche se siete fanatici del drum 'n' bass), non potete lasciarvi sfuggire questa proposta. Il sottoscritto non avrebbe mai immaginato che lo Stivale potesse partorire una band che suonasse come gli One Dimensional Man: un sound tetro, cavernoso, metallico (non metallaro!), quasi a rappresentare il perfetto incrocio sonoro tra gli Stooges e i Pussy Galore, senza dimenticare i Birthday Party e tutta la lezione del punk ('n' roll).

Già l'omonimo esordio di due anni fa era fulminante, almeno quanto i loro live, che, dicono, siano assolutamente inenarrabili per l'impatto fisico che generano. Un po' come descrivere i suoni contenuti negli oltre 35' di questa seconda prova discografica che ricalca le caratteristiche del primo album senza perdere in energia, vista la carica entropica in esso contenuta. Così il caos generato in 1000 doses of love! è musica (?!) per le nostre orecchie: una chitarra (e un basso) sferragliante che non trova attimi di tregua, mentre la 'bocca' di Pierpaolo Capovilla trita parole e rumori come un indemoniato. Semplicemente un 'vortice sonoro' che comincia al rallentatore (si fa per dire) con la title-track e raggiunge velocità da capogiro con "Annalisa", passando per "Drink the poison", un rock 'n' roll che fa il verso a Elvis, ma è molto più 'malato' dello stesso Presley del '77.

Tutto il resto è noise in salse variegate: "You and me" ha un ritmo febbricitante, "Louis" è una lenta discesa negli Inferi, mentre "Little baby" è puro delirio claustrofobico. "America" è la chiosa finale di un album 'pesante': per le classifiche di fine anno, per i nostri ascolti, ma soprattutto perché conferma piacevolissima di una formazione da tenere d'occhio e seguire passo dopo passo.

Tracklist

Ascolta su: Amazon Music Tidal
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Commenti (11)
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  • Nicola Bonardi 06/11/2009 ore 11:38

    il mio non voleva essere un raffronto "qualitativo" delle due band: sono chiaramente due esperienze diverse. la mia era una constatazione, diciamo così, temporale: ora c'è il teatro degli orrori, ma qualche anno fa c'erano gli ODM. apprezzo il teatro ma gli ODM mi facevano impazzire... e non ci sono più.
    :(

    > rispondi a @nicko
  • fake 06/11/2009 ore 12:40

    Disco che spacca, anche se sono più affezionato a "you kill me"...
    Comunque, band seminale italiana, e che un pò ci manca! ;)
    d*

    > rispondi a @fake
  • Oxygen 06/11/2009 ore 13:55

    EsS quanto tempo è passato!

    > rispondi a @oxygen
  • mattemusso 09/11/2009 ore 20:07

    bellissimo questo disco, come tutti quelli degli odm... ho il rammarico di averli visti solo una volta a lodi insieme ai super elastic... era uno degli ultimi concerti che han fatto con l'ultima formazione, c'erano al massimo 20 persone ma spaccarono tutto lo stesso

    > rispondi a @mattemusso
  • Marco Biasio 30/06/2011 ore 22:43

    Questo disco ha scritto "New York" a caratteri cubitali in ogni riff, ogni passaggio, ogni canzone. Ma una scarica di rock'n'roll così, in Italia, ce la siamo spesso sognata. Riascoltato a undici anni di distanza, specie dopo l'ultimo aborto, fa gonfiare le palpebre di nostalgia.

    > rispondi a @bisius
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