06/12/2014

Trip hop dall’atmosfera rarefatta e gelata, questo ep è una fotografia delle stagioni più lente e malinconiche. Il sintetizzatore domina il mood di un trio elegante e alla ricerca di soluzioni dal sapore nordico (il primo nome che mi viene in mente è Björk), con l’elettronica che si lega agli strumenti in una visione onirica e priva di confini netti, quasi che si dilatasse negli angoli, che si nascondesse alla luce, per non essere presa. L’electrominimal disegnata dal basso di “Dark Light”, gli slanci ethereal wave di “Fake Fields and Beautiful Lies”, i sussurri synthpop di “Are You Real?” e le lievi strutture dreamy che cedono poi alla sezione ritmica in “The Third”: quattro brani (più due remix) bastano per esprimere gli intenti e gli umori dei Good Falafel, limpidi e godibili, e in questa pioggia che pare eterna, ci stanno davvero bene.

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La recensione Good Falafel - Recensione - Good Falafel - EP di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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