Do Nascimiento Giorgio 2014 - Punk, Hardcore, Emo

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L'incontro tra l'emocore all'italiana e l'indie all'americana

Ipotetico interlocutore, parlo a te come se ti avessi davanti. C’è da riflettere un po’ sull’emocore all’italiana, a 5 anni dall’uscita di “Sfortuna”, che ha dato il pronti-via a tutto quello che è successo dopo. C’è chi ha preso la via facile, chi si è sciolto, chi ha complicato il cammino per non fare tutte le volte lo stesso album. In questo caso, i Do Nascimiento mollano qualche zavorra, quella pesantezza che faceva della prima registrazione un capolavorino di sintesi, di velocità e di compattezza. D’altronde, come dicono in “Baracchetta”: “Se ribecco quello stronzo che dice che nulla mai cambia, gli spacco la faccia”. Dunque cambiamento.

I pezzi durano sempre pochissimo ma la voce non urla quasi più, è comprensibile, sembra concepita per facilitare il singalong. La musica sviluppa qualche trama matematica, qualche altra lineare e funziona benissimo così. I testi contengono tutto ciò che ti aspetti: estate, malinconia, il punk, nostalgia, chi non c’è più, le parole, quelle di tutti i giorni, quelle che ti mancano quando le perdi. Nessuna invenzione, eppure, di quella scena lì,  è probabilmente l’album più bello dai tempi, appunto, di “Sfortuna”. Tutto concorre a farlo girare in loop e a passare i testi a memoria. “Baracchetta” è il pezzo più americano mai concepito in lingua italiana, se lo ascolti, capisci perchè. “Fiato” ha questo testo: 

"Me l’avevano detto chiaramente che ad abituarmi c’avrei messo il giusto tempo, Tu sta buono e ascolta me, ma in certi giorni è solo la bici a darmi tregua. / Mi manchi come la mia birra in riva al mare o come un paio di calzini uguali / Ma se mi trovo qua adesso io non lo devo a te. / Mi manchi come la sala prove dopocena o l’asinello a due euro al bicchiere. / Mi manchi come estatè a colazione / Ma se rinuncio a tutto questo io non lo devo a te.

Bello no? Questa formula alla lunga stancherà, e bisognerà iniziare a fare autocritica. La inizieremo, ma non da questo disco. Questo potrebbe essere l’ultimo da avere assolutamente.
Esce per To Lose La Track e Flying Kids e nel vinile c’è il lato B, chiamato “Lampino” (ricordate la gag involontaria di Luca Giurato che confuse il cane col padrone? Quella) nel quale trovi tutti i pezzi vecchi e quelli sparsi, tipo lo "Splittone Paura" coi Gazebo Penguins e i Verme, la cover dei Cure in italiano uscita su "This Is Not A Love Song".

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La recensione Giorgio di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-07-14 00:00:00

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