04/12/2014

Il cuore di Andrea Massone si apre piano piano. Si schiude lentamente, ascolto dopo ascolto, attraverso melodie ricamate come uncinetti e da parole forti come la voglia di riportare in vita De Andrè agitando la clessidra del folk cantautorale. L’idea di un suono che recupera anche un po’ di musica pop non banale, lasciando grande spazio a rielaborazioni private, restituisce quel succo che pungola e sferza l’anima.

Non ha troppa importanza allora se chitarre, bozouki irlandese, basso, violino e versi battono leggeri rendendo soavemente creativo il suono; l’importante è sentire il cuore che pulsa e che invita chiunque si metta in ascolto a partire. "Mi piace viaggiare", "La valigia", "Cartoline", "Racconto di una geografia perduta", "Valzer della fotografia mancata" raccontano di chi decide di andare in mondi vicini e lontani e magari si perde per poi ritrovarsi.

Ondeggianti melodie su contagiose vitalità di ritornelli sono vincenti. In questo modo impariamo ad andare alla ricerca della felicità. Strada a volte accidentata e dismessa ma che fa battere forte il cuore a ritmo di musica.

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