Emil Cosa Farà Stasera Bob Dylan? 2014 - Cantautoriale, Pop, Dance

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Tra un ghigno beffardo e una sterzata malinconica un po’ di sano cantautorato ironico, disincantato e cinicamente romantico.

E chissà, davvero, che cosa farà Bob Dylan stasera…Considerata l’età, voglio immaginarmelo accomodato sopra una poltrona di velluto verde a sorseggiare il suo Bourbon preferito, con un bel gatto ronfante a fargli compagnia, mentre un’emittente locale trasmette, in sottofondo, canzoni di Woody Guthrie...E cosa potrebbe fare stasera il buon vecchio Bob se lo chiede anche Emil, cantautore canturino che al famoso menestrello di Duluth dedica il titolo del suo nuovo album, chissà, più per una condivisa visione della società, forse, che non per un’affinità musicale che qui sembra latitare del tutto.
Già, perché qui di America ce n’è veramente poca (salvo una sotterranea simpatia del Nostro verso Beck), parcheggiati, come siamo, dalle parti dei nostri italianissimi Bugo, Rino Gaetano, Daniele Silvestri o Jocelyn Pulsar: ironia affilata e sarcasmo, romanticismo al cianuro, denuncia sociale, surreale poesia, vivida quotidianità, cinismo e disincanto conferiscono sapidità lirica a un disco musicalmente anemico eppure piacevolmente efficace nel rileggere certo cantautorato settantiano alla luce di una rinnovata sensibilità. Gli arrangiamenti non brillano certo per ricercatezza e freschezza – grossolanamente distribuiti tra elettronica giocherellona anni ’80, leggerezze pop e folk riempitivo – ma ciò riveste poca importanza di fronte alle sacrosante verità che Emil riesce a dispensare, con disarmante disinvoltura, tra un ghigno beffardo e una sterzata malinconica: “Si lavora, si va a scuola, si aspetta il weekend e poi si muore” sentenzia ne “La vita è fatta” – e come dargli torto – mentre la sua voglia di reprimende sociali tocca l’apice nelle riflessioni genitoriali de “I figli degli altri” (“Perché i figli degli altri sono un problema sociale”) e ce n’è, ovviamente, anche per l’amore, talvolta nostalgico come in “Tu tu” (“Domenica si mangia insieme / Dalla nonna che mi vuole bene / La coperta e il suo divano / E il gran premio in sottofondo sempre più lontano”) talaltra spietato come in “Io amo tuo padre” (“Non amo te / Io amo tuo padre / La sua posizione sociale / Il suo modo di pagare / Perché mio figlio avrà un nonno su cui contare”).
A noi è piaciuto. Ma chissà che impressione farebbe al vecchio Bob…

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La recensione Cosa Farà Stasera Bob Dylan? di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-12-23 00:00:00

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