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album Subire sublime - Kubla

recensione Kubla Subire sublime

1998 - Alternativo

RECENSIONE
14/01/1998

I Kubla. Quartetto dallo sterminato hinterland milanese. Attivi dal 1995. Alcuni concorsi (qualche buon riconoscimento). E soprattutto tanti concerti. Dal vivo propongono cover di Cure, Smiths, Depeche Mode(!), Battiato. Il motivo? Ascoltatevi questo mini-demo: Subire sublime. 5 deliziosi pezzi pensati, scritti e cantati in italiano. Che davvero suonano come un frullato di tributi ai propri idoli, ispirazioni sparse e, non ultimo, una propria piacevole originalità. Il tutto condito con tastiere, synth, campioni e sapori puramente anni '80 (evidentemente ben più influenti sulla scena musicale di quanto sia lecito pensare). In alcuni passaggi, Dark, ricordi dei Timoria migliori (quelli di Viaggio senza vento) e dei Ritmo Tribale. In altri, più azzeccati, gli arrangiamenti e la stesura dei testi hanno un respiro, come dire, più ampio. Ascoltatevi Indifferenza e Il re buffone (il pezzo migliore del demo), nella cui lunga coda tutti gli strumenti si intrecciano con una maturità e una calibratezza davvero degne di lode. E' chiaro si tratti di un lavoro tutt'altro che superficiale. Ma è così che sembrano invocare i Kubla ad ogni strofa: prendeteci sul serio, noi ce la stiamo giocando in prima persona. Probabilmente è questo che arriva di più. E a noi non resta che stare al gioco. Le canzoni dei Kubla lasciano in bocca (e nel tessuto neurale) quel gusto vago di decadenza, spleen e speranza di evasione che accompagna ognuno di noi “unità uomo” in questo incedere incalzante chiamato “vita” (anche quando facciamo finta di non accorgercene). Sono a tratti ombrose come un cassetto che non si apre da anni, a tratti luccicose come la luna che si riflette nel fiume. A tratti entrambe le cose insieme. Insomma. Questo Subire è insieme profondo e leggero. Ha probabilmente qualche pecca quando si ferma al cliché maudit ed ermetico delle liriche (“Sento stridere corvi neri/sospesi nell'etere/la meretrice si muove obliqua/ se l'alfiere non la mangerà”), ma dal punto di vista strumentale non posso che catalogarlo nella directory “prodotto valido”. Ascoltatelo. Avrete un'idea di quanto i Kubla siano a un interessante punto nel loro viaggio verso una propria maturità artistica.

Tracklist

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