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album

Infuso

"Il tre delle cinque" EP

2014 - Rock, Indie, Alternativo

RECENSIONE
27/01/2015

Rilassante, certo, ma non troppo. Al di là delle facili ironie ispirate sia dal nome, nonché dal titolo dell’esordio discografico del trio veneto, questo ep si presenta come un’alternanza di cattiveria post-grunge e delicata malinconia melodica.

Una miscela che, come i migliori tè indiani, gioca sull’equilibrio di caratteristiche forti e apparentemente contrastanti: da un lato infatti troviamo gli arpeggi di chitarra in punta di dita di Pablo Gastaldello, mentre dall’altro irrompono decisi i martellanti doppi colpi di cassa di Carlo Velo. Il tutto amalgamato con maestria da una linea di basso, quella di Leonardo Pierobon, mai scontata ed anzi, più che mai protagonista in molte delle tracce. Un esempio in tal senso è "Se i satelliti parlassero", canzone simbolo della doppia faccia di questo disco, nonché esempio di una ritmica progressive ben strutturata.

Gli Infuso si dimostrano bravi anche nel lasciare spiragli di tranquillità tra un riff e l’altro, creando atmosfere calde e accoglienti, come nel caso de "L’assenza" e di "Fuori piove", che fungono  –  complice anche la loro posizione centrale all'interno della tracklist – da bagno calmante per la mente.

Un buon punto di partenza per questo terzetto, con la speranza che un ulteriore tempo di infusione gli consenta di migliorare il loro già definito gusto, senza però raffreddare la buona dose di aggressività. 

Tracklist

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Commenti (2)
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  • infuso 28/01/2015 ore 10:10

    Grazie mille! Bella recensione.

    > rispondi a @infuso
  • Alberto Giusti 28/01/2015 ore 16:43

    infuso Di nulla. Grazie a voi per i complimenti. Rock on!

    > rispondi a @AlbertoGiusti
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